domenica 30 novembre 2008

BFF 2008: I love Milano #2 (foto in aggiornamento)

Credo che questo post sarà lunghissimo...

Sabato mattina sveglia tranquilla e comoda: la sera prima con Giorgio abbiamo preso veramente un gran freddo in attesa della Chupito Race (che poi è stata trasformata in una slow race). Decido di starmene al calduccio a casa, tanto non occorre andare in ciclofficina per le ultime messe a punto. Pranzo sul prestino e preparazione: galeotto fu quel barlume di sole! Medito che non ci sarà pioggia, quindi mi riparo semplicemente dal freddo: 2 paia di calze di lana, 2 maglioni, piumino, guanti di lana e cuffia sotto il caschetto. Nello zaino 2 camere d'aria di scorta, scarpe e maglione di ricambio, 4 merendine, bottiglione d'acqua, cartina di Milano.

Alle 2 meno un quarto con Nephasto ci dirigiamo verso il centro, dopo una pompatina alle gomme al ciclista sotto casa. Entrando in piazza San Fedele è già spettacolo: tante bici, e ancora di più in arrivo. E' pieno di gente di tutti i tipi: da quelli supertacnici a quelli superscazzo, dai completini da ciclismo ai calzettoni da sci, caschetti e cuffioni col pon-pon, braghe corte e jeans stracciati.

Ci si trova con gli altri, si cazzeggia, si ride, tutti che fanno foto: aria di festa insomma. Il tempo sembra tenere e ci si comincia a levare qualche capo d'abbigliamento. Si fanno gli ultimi preparativi, cercano le facce note, le bici che di solito vedi in Internet nei vari blog e siti, si fa la conta di chi c'è e chi non c'è.

Si passa così circa un'oretta, tutti carichi e pronti a partire: per molti sarà la prima alleycat, per i veterani invece una nuova sfida, questa volta da vincere visti i premi in palio.

Formiamo tra di noi la nostra squadra: io, Nephasto, Giorgio, Lorenzo, il suo socio Carlo (conosciuto tralaltro la sera prima) e morosa entrambi in MTB.

Arriva Heckto e la piazza freme: l'attraversa tutta fino ad arrivare alla statua di Manzoni dove si mette sui gradini insieme a Camilla. Si aprono le iscrizioni: si registra il nome e consegna della spoke card con il numero di gara. Ho il #24. é una card quadrata e piccolina, con disegnata su una pizza; ci si affrettano a incastrarla orgogliosi tra i raggi, sopratutto per quelli come noi: la prima, finalmente!

Finito il caos delle iscrizioni si comincia a fare sul serio, la piazza si ammutolisce. Gli organizzatori finalmente danno le istruzioni della alleycat: check-point in ordine totalmente libero di arrivo e numero a punteggio. quelli più lontano, fuori milano, valgono ben 20 punti, quelli più semplici e vicini 2. Le stazioni valgono pure loro e tutte: devi timbrare il foglio di gara come un biglietto del treno. due ore a partire dal via, tassativo presentarsi all'arrivo al cinema Mexico entro tale tempo: si sincronizzano gli orologi. Si danno indicazioni di massima sulla sicurezza, ed ogni istruzione viene prima data in inglese e poi in italiano, vista l'affluenza di stranieri. Si fannno battute ad alta voce, si ride, si applaude, ma in piazza si sta attenti, perchè tutto quello che bisogna sapere lo diranno solo ora. Viene anche comunicato il numero dei partecipanti: 112 iscritti: esplode un boato di urla fischi e applausi.

Nessuna domanda, si parte: viene dato l'ordine di legare le bici, tutte contro il palazzo di fronte alla chiesa: ci sia avvia lenti, le si lega con cura, cercando un posto di facile accesso. Noi del nostro gruppetto le mettiamo una sopra l'altra con una sola catena: Nephasto, che ha la bici sopra tutte, dovrà correre avanti alla partenza per slegarle, poi noi man mano le tireremo fuori in ordine.

Ci avviamo tutti, con calma, verso la parte opposta della piazza, tutti allineati ai piedi della scalinata della chiesa pronti per il segnale . al via bisogna correre in fondo alla piazza, girare a destra verso piazza della Scala e circumnavigare palazzo Marino tornando in San Fedele dall'ingresso alla destra della chiesa, correre verso la statua di Manzoni dove sono disposti i fogli di gara, prendere il proprio ed infine correre a slegare le bici. Da lì in poi si parte a razzo.

Tre, due, uno.. Via! La partenza è qualcosa difficile da descrivere: più di cento pazzi vestiti in maniera assurda che si lanciano correndo e urlando come unni nel pieno centro di Milano. Ai lati di San Fedele c'era già un bel po' di curiosi che stavano osservando, ma l'emozione di invadere piazza della Scala è delirio puro: la gente intabarrata in cappottoni si scansa impaurita, divertita, attonita, due camionette della polizia vengono quasi prese alla sprovvista e più di qualcuno ha visto gli agenti agitarsi un po' per questo improvviso caos. Corrrere correre correre, sembra che questo allungo, quasi tutto in curva, ti tagli gambe e fiato per esser partitti così di colpo e a freddo. Si spinge nella calca, via, foglio di gara preso, forza verso le bici!

Le sleghiamo e poi il momento forse più importante di tutta la gara: gettiamo le bici per terra in mezzo all'area pedonale, apriamo tre cartine di Milano per terra e cominciamo a studiare il percorso (te possino Carl0: te ne stavi bello seduto sulla mia bc!!! ;P) scoprendo le tappe, il tutto in mezzo ad altri pedoni e passeggianti che non si capacitano di cosa sta accadendo. Ma come il resto di tutta la gara il mondo circostante è ovattato: sai di essere osservato, motivo di curiosità, ma non hai il tempo di farci più caso del dovuto.

pianifichiamo di battere la zona ovest di Milano su una fascia che va da Nord a Sud. Chi sa la strada apre la pista alla squadra dando il ritmo. Il percorso è fatto: si salta in sella.

Qui comincia la vera gara. Qui scopri cosa significa andare veramente in fissa, in mezzo al casino, tirando. Prima tappa Cadorna, attraversando tutta la zona pedonale come dei fulminati zigzagando tra la gente, tanta gente. Non è lo zig zag sciallato al quale sono abituato: Carlo sta dando un ritmo già sostenuto, per di più considerando che c'è gente ovunque. Nephasto urla a gran voce "LARGOOOOO" "STRADAAAAA" "SCANSATEVIII". in piazza Cordusiogli altri passano afilo di un tram che si sta fermando e io devo bloccare di colpo la ruota infilandomi tra il tram e un taxi, scavalco l'ostacolo e vedo una 50 di metri più in là una bici, mi sparo verso il castello e scopro che non è il mio gruppo ma altri due partecipanti, li sorpasso e prendo la strada che porta dal castello a Cadorna da solo, tirando il più possibile forte dell'asfalto liscio. Entro in Stazione pedalando in mezzo a frotte di scouts zainodotati, vedo gli altri e getto la bici per terra per timbrare ad una obliteratrice. Si formano subito intorno a noi dei gruppi di curiosi e si sentono i soliti "ma non hanno i freni!". ripartiamo da dentro la stazione in bomba urlando di fare strada, e qui mi cago quasi addosso vedendo il numero di Giorgio davanti a me di mezzo metro: siamo ancora sulla piazzola pedonale e dobbiamo scendere dal marciapiede, però un tram è appena partito: faccio in tempo a vederlo sfilare al mio fianco che Giorgio si butta giù alla Indiana Jones dal marciapiede subito davanti al tram. Non riuscendo a scendere proseguo sul merciapiede e mi fiondo giù al primo scivolo dietro al tram.

Ho gli altri sempre in contatto visivo, ma capisco subito che c'è qualcosa che non va: c'è tantissimo traffico, troppo: il mio rapporto è poco agile e va bene sugli allunghi, ma perdo ogni volta gli altri quando cominciano ad eserci troppi ostacoli, riprendendoli sul dritto. Il ritmo si fa veramente pesante. con il gruppo si crea Massa Critica: non esistono stop o semafori, ci si impone agli incroci fermando le auto, il percorso tra le macchine in colonna invece è sempre il più veloce, a volte si sfora nell'altra carreggiata contromano o passando per pochi centimetri tra due auto che stringono.

Ci perdiamo un attimo perchè non conosciamo bene la zona e tirar fuori la cartina significa perdere tempo: andiamo di orientiring spinto e ci infiliamo in un senso vietato a tutta birra occupando tutta la carreggiata: le auto devono fermarsi per forza. "Per fortuna che ho il casco" penso...

facciamo così due check-point, in uno ci regalano una maglietta, al secondo invece entriamo dentro Ciclistica dove ci attende un teatrino fantastico*: tutto buio eccetto uno strobo, loschi figuri in passamontagna ci prendono allegramente a mazzate (penso che fossero camere d'aria o gomme, ma non ne sono sicuro!) urlando, impedendoci di arrivare al banchetto in fondo alla stanza dove ottenere il timbro "BELLALI'" sul foglio di gara. usciti ci inveiscono contro di muovere le chiappe che stiamo partecipando ad una gara!

*(nel video ufficiale compariamo tutti noi, da notare l'arrivo in botta, il mio arrivo invece loffio seguito da un fiondarmi dentro bello baldanzoso ignaro delle mazzate, Nephasto che esce e poi rientra perchè non ha timbrato e Lorenzo che continua a prenderle anche fuori)

riaprtiamo ancora ridendo e decidiamo di spararci una tirata verso uno dei check-point fuori milano: 20 punti, se facciamo quei 15 km andata e ritorno poi possiamo direttamente tornare al Mexico, anche se non pè propiamente una passeggiata.

E qui il fattaccio: rimango di nuovo indietro e mi tocca fermarmi. Perdo gli altri definitivamente... Comincia a piovere, non conosco per nulla la zona e vengo preso da uno sconforto epocale. Ritrovo la strada per Cadorna e li sento per telefono: sono in Ticinese, hanno fatto un altro check. Mi aspettano lì. Riparto poco convinto: la via è un casino infernale, non si riesce a zigzagare quanto sono strette le macchine e i marciapiedi pieni di gente. Però...

...Vedo sfilare un fissato come un razzo sulla linea di mezzeria, mi vede e mi urla un saluto di incitamento: riprendo forze e sopratutto morale! Circonvallazione e mi ritrovo in Ticinese: gli altri mi aspettano a Famagosta... ma anche loro si sono sfaldati, cambio di percorso.

cacchio ho saltato il check... torno indietro e, materialmente, vengo fermato e accompaganato al timbro dai ragazzi dello staff. Mi devono aver visto male, mi chiedono quante tappe ho fatto e mi salutano dicendo di non mollare. Mi sparo verso porta Genova, arrivo al mercato, costeggio il naviglio (maledicendo a più riprese ed alta voce pavè, traffico, pioggia e tram) e prendo il cavalcavia della circonvalla, ritrovando Giorgio e Nephasto a San Gottardo. Gli altri dispersi per motivi tecnici. Loro hanno fatto Famagosta e San Gottardo, la prima impossibile per me perchè troppo lontana, la seconda la salto perchè per timbrare bisogna fare un giro dell'oca.

A malincuore riparto e ci infiliamo in velocità nella preferenziale della circonvalla. Ritorniamo a Porta Genova per timbrare e decidiamo di puntare verso Garibaldi. La strada è adrenalinica per via del pavè infido e di un traffico che sembra aumentare sempre di più. In più sono tutto completamente fradicio, le gambe cominciano a farsi pesanti ed è calato il buio. All'altezza della Cattolica ci rendiamo conto che si sarebbe usciti fuori tempo e decidiamo di tornare indietro e puntare direttamente al traguardo.

Ripasso per la 4 (o 5?) volta per Sant'Ambrogio e lungo la strada, ad ogni incrocio, altri fissati stanchi si uniscono a noi chiedendoci se stiamo andando al Mexico. Veniamo anche raggiunti da un gruppo ancora affiatato e veloce che ridà fiato ai superstiti, e così il serpentone si snoda fino a via Savona. Imboccata penso che è vero, l'ho finita, ce l'ho fatta! Mi fermo tipo ghiacciolo e mi metto in fila per registrare il mio arrivo allo stand davanti al cinema. Consegno, ce l'ho fatta davvero! Certo, pochi check e pochi punti, ma ci sono riuscito penso più che digntosamente considerando la mole della alleycat, e sopratutto il fatto che era la prima!

lego la bici, attendo che diano l'orario della premiazione e poi con Giorgio ci avviamo verso dei nostri amici in zona: piove a dirotto e la stanchezza, unita alla tensione che si libera, pietrifica le ginocchia. Arriviamo zuppi come non mai, finalmente caldo, birrra e una bella sigaretta.

Ci asciughiamo alla meglio e alle 19.30 ripartiamo per la premiazione al Mexico. Il nostro (Dream) Team porta a casa un premio! Lorenzo ha vinto come "the last fuckin' one" (perchè è arrivato filo filo alla chiusura dell'arrivo) e porta a casa una maglietta e una cena per due. ghiottissimi tutti i premi della classifica generale dei migliori 9, delle ragazze e degli out of town. premio per tutti invece l'ingreso gratis alla festa della sera.

c'è poco da dire, divertentissima, dura(ma non impossibile: hanno concluso in 100 su 112 partecipanti), folle, adrenalinica. Queste sono le prime parole che mi vengono in mente, anche se, realmente, è tutto il contesto, lo spirito, la gente e l'organizzazione che hanno reso memorabile questa giornata!

foto (in aggiornamento):

flickr di ibcbulk
diedlastnight.com (notare come io e Nephasto apriamo l'album di foto!!!)
flickr di j001
flickr di Heckto

6 commenti:

joanfran ha detto...

dalle mia parti si dice a "BETTE FIGO" !

Ico ha detto...

weeeee, invece di postare commenti fila a pedalare, che qui l'unica cosa che ho veramente capito è che bisogna farsi le gambe per le alley!!! ;)

joanfran ha detto...

questo si chiama infierire! qui a pisa piove in continuazione con qualche sventagliata di grandine e io continuo a muovermi in bici.comunque seguiro` il tuo consiglio: provero` ad allenarmi anche se credo che una volta buttato nella mischia sara` comunque dura. sto comunque pensando di provare a fare qualche uscita extraurbana per vedere che sapore gha la fissa in salita..

Nephasto ha detto...

Nella mischia è proprio tutta un'altra questione. E l'adrenalina, lo spirito di gruppo e il solitario che passa quando sei solitario tu stesso ti danno la marcia in più! ;)

Anonimo ha detto...

ciao, complimenti scrivi benissimo.
Ottimo report
ciao
Enzo

lord casco nero ha detto...

@joanfran:

sto anche io meditando di fare delle capatine fuori città e avrei anche il percorso già pronto. Devo solo trovare la giornata giusta.

Tralaltro vogliamo ricordare come il buon vecchio Mastro Nephasto si sia sparato la Alley a piede libero, per la buona pace dell'"è impossibile skiddare senza gabbiette" (secondo me non è neanche capace di skiddare con i piedi legati quel matto :P).

Che poi sia un baluba (o un genio? o semplicemente un pigrone?) nell'ostinarsi a proseguire su questa via, beh, questo è altro discorso! anzi, ce lo dirà lui! :D

@Enzo

grazie!