mercoledì 22 ottobre 2008

Verniciare - I° tempo

raccolgo l'invito di Jaonfran di Biciclettas Blues (http://biciclettasblues.blogspot.com/) e spero che questo post possa servire anche a Indianrope di Thriller Graziella (http://thrillergraziella.wordpress.com/) che sta raccogliendo materiale proprio su questo argomento: verniciare (o RI-verniciare) una bici.

Il mio contributo sarà limitato ad un caso ben specifico: il classico pirla (come me!) che è perfettamente consapevole di esser negato con pennelli e bombolette, ma, nonostante tutto

1) vuole spendere il meno possibile

2) vuole fare tutto da sé ad ogni costo

quindi vediamo le opzioni che si prospettano a suddetto pirla. innanzitutto: in che condizioni è il telaio? molto spesso, da quello che mi è capitato di vedere (in me e negli altri), la bici in realtà, da un punto di vista pragmatico, non necessita di una nuova livrea. questo perchè:

- la verniciatura originale in realtà non è messa poi così male (mio caso specifico era quasi perfetta);
- la vericiatura originale ha comunque un ottimo standard qualitativo in termini di resistenza, a differenza della stragrande maggiornaza dei nostri interventi caserecci;

però bisogna anche considerare che:

- la vernice originale può anche esser rovinata, o, seppur in buono stato globale, avere comunque dei punti di debolezza (e conseguente ruggine);
- spesso ci troviamo di fronte a colori originali e livree improponibili, ai limiti della denuncia per molestie e offesa al buon costume;
- ci stiamo costreuendo la nostra bici, con le nostre sacrosante zampette, a nostra immagine e somiglianza, e, AMMETTETELO, pure voi guardate quei 4 rottami rugginosi ammucchiati per terra immaginandoveli belli scintillanti, di un colore fiammante scelto direttamente dall'olimpo dei vostri preferiti ;)

quindi per un misto di orgoglio personale, voglia di imparare, paura della ruggine e desiderio di far colpo sulle girls ai semafori, i nostri plumi et implumi eroi giungono alla disperata conclusione di riveniciare.

naturalmente le opzioni più razionali e che offrono il miglior risultato sono anche quelle più costose, et le prime ad esser accantonate. quindi, tendenzialmente, si procederà ad una preparazione della base, seguita da una coloritura fatta in prima persona, a pennello o spray.

la preparazione della base dipende dal grado di conservazione della verniciatura originale: se in buone condizioni basterà una leggera carteggiata, giusto per opacizzare la superficie, mentre se la vernice è rovinata occorerà decidere se intervenire localmente (smussando i bordi della zona "saltata" livellandoli con il ferro sottostante e rimuovendo l'eventuale ossidazione/ruggine emersa) oppure radicalmente sverniciando tutto il telaio. metodo migliore, per chi come me non ha troppa disponibilità di attrezzi a casa e in ciclofficina ci va comunque un paio di ore alla settimana, è lo sverniciatore, seguito da una finitura della superficie a spazzola di ferro, spugnetta abrasiva e carta vetrata.

in entrambi i casi, comunque, il fine è quello di ottenere una superficie il più possibile liscia e uniforme, che al contempo non crei problemi di grip. dopo una pulizia sgrassante accurata, molti si dedicano a tre diversi strati: base, colore, trasparente. io per ora mi sono assestato su un solo prodotto, il colore, eliminando le altre due fasi. ma che colore scegliere???

io ho provato, sino ad ora, lo smalto e lo spray. vediamoli entrambi, con relativi pro e contro.

1) smalto: ho utilizzato smalto da esterni 2 in 1 con l'atiruggine. puntualizzo: smalto classico e non gel. la gamma di colori e di marche è mooooolto varia e i prezzi tutto sommato decisamente contenuti (con una decina di neuri ti fai la biga). ho scelto la marca semplicemente comparando le varie in termini di facilità di posa, controindicazioni, tempi di asciugatura etc. quindi tutto lavoro di etichetta. in realtà ero partito per comprare il saratoga gel (lo so, pubblicità occulta, ma questo prodotto mi incuriosisce tantissimo...), e son trovandolo ho ripiegato per un prodotto alternativo.

pro: prezzo, gamma di colori ampia, buona tenuta da asciutto

contro: lasci i segni del pennello con una facilità imbarazzante (sopratutto se il pennello non è proprio amico tuo...), tempi di asciugatura non troppo brevi, abbastanza tenero ai colpi, si gocciola alla grande in pennellata, resa terrificante con il trasparente (tralaltro se passi il traparente troppo presto rischi di rovinare lo strato passato a smalto...)

2) bomboletta: si tratta in questo caso di uno smalto spray, anch'esso con antiruggine e non bisognoso di una base

pro: gamma di colori stra-ampia (anche se non ci sono alcuni effetti particolari...), asciugatura velocisssima, ottima resa se steso correttamente

contro: mentre con il pennello ti metti in un angolino anche in casa a pitturare, con lo spray devi esser più accorto, sia in fase di verniciatura, che in fase di asciugatura. in più se lo si fa in casa è un suicidio. si gocciola molto facilmente, sopratutto se si tergiversa troppo o non si è costanti con il getto e il movimento. quindi bisogna aver mano ferma e fare movimenti veloci (ciò è un contro perchè bisogna averci un po' di mano per riuscire a fare un lavoro che comunque non sia solo "coprente" ma anche e sopratutto esteticamente valido): la tecnica non è di immediata percezione (anche se, caso mio personale, dopo un po' riuscivo a maneggiare la bomboletta discretamente, evitando goccie e sbavature, mentre col pennello proprio niente da fare...). grande contro che ho rilevato è la resa in seguito: appena preparato il telaio era una figata, poi il colore ha cominciato a dare segni di cedimento: tenerissimo ai colpi (e anche ai graffi), mentre nelle parti di usura è saltato via subito (vedi forcellini posteriori). mi sono altresì accorto che tende a sbiadirsi: per esempio la catena per legare la bici è tutt sporca di azzurro e le relative parti in attrito visibilmente scolorite.... MANNAGGIA!

comunque, nonostante tutti questi "contro" non credo che sia da condannare una bella riverniciata. bisogna però aver ben chiaro quale sarà il risultato se fatta in casa e se è la prima (o una delle prime volte) che si fa una cosa del genere. non si avrà qualcosa di perfetto, pari ad un nuovo da vetrina.

alcuni consigli:

- sbavature: ci saranno, ci saranno... santa pazienza: si aspetta che il colore asciughi, carteggiata per rimuoverle e ritocco(oppure se si deve ancora dare una mano di colore si procede)

- mani di colore: tante e leggere con lo spray. un paio a pieno con lo smalto, senza cincischiare troppo il colore: deve uniformarsi da sé. tutto sta nel dare una buona passata col pennello, il più uniforme possibile.

- trasparente: io mi sono trovato malissimo, tant'è che ho dovuto rimuoverlo tutto (tralaltro rovinando l'ultima mano di colore data che era venuta molto bene...). fondamentalmente bisogna andare non leggeri, LEGGERISSIMI, in più passate. se si esagera forma dei goccioloni terrificanti, sia a vedersi che a togliersi.

in questo momento sono indecisissimo sul da farsi: vorrei tenere il Ganna nudo e crudo, però sono anche conscio che è una superficie perfettamenbte liscia su cui potrei, per esempio, sperimentare il gel, magari lasciando alcune zone a ferro lucidato (forcellini, raccordi,etc,)...

boh, intanto attendo vostre esperienze vernicianti, commenti, sfoghi etc. ;)

1 commenti:

joanfran ha detto...

io,grazie ad un amico abbastanza bravo con i colori sia spray che a pennello, non ho troppi problemi ad avere un telaio con un colore steso abbastanza bene: il difficile sta nel trovare un prodotto "fai da te" accessibile economicamente che sia resistente ai graffi e colpi. sono comunque abbastanza deluso dalla resistenza "meccanica" del gel.a breve farò un post

il ganna lo lascerei nudo, fa sempre la sua figura!tanto lo puoi verniciare quando vuoi! magari applicagli sopra un prodotto protettivo