Appunti di viaggio: da quando mi sono imbarcato nel mondo fisso (che poi da un certo punto di vista si potrebbe dire, in modo del tutto scanzonato e non pretenzioso, "nel mondo ciclistico"), ho sperimentato parecchio, forte dell'assunto "spendere poco per vedere se piace".
Con il passare dei mesi ho capito "che mi piace".
I fattori ciclofficina, pezzi di recupero e mercatini hanno contribuito ad un forte ricambio della componentistica sulle mie bici. Ogni modifica, voluta o meno, ha implicato poi una rivisitazione generale del mezzo più o meno marcata, indirizzata ad un migliore utilizzo dello stesso declinato sull'utilizzo che ne faccio.
Ma a questo punto, in cui ho già qualche idea in merito, come sarebbe la mia biga ideale partendo da zero e aprendo il portafogli?
E' essenziale prima di tutto determinarne con precisione l'uso. mi servirebbe:
- per un utilizzo normale
- per uscite più impegnative
- per correre Gare Metropolitane
un mezzo ibrido, ma non troppo, che risulti reattivo, leggero e prestante ma pur sempre comodo e non sacrificato per un utilizzo blando e quotidiano.
Telaio: senza ombra di dubbio artigianale, in modo da poter partecipare al processo di assemblamento con le mie richieste specifiche. Continuo a preferire l'acciaio a congiunzioni, da qui la scelta dei tubi rimane un passo fondamentale, anche per quanto riguarda gli aspetti di leggerezza e robustezza. Carro posteriore cortissimo e reattivo sulla pedalata, con un anteriore però meno estremo e più stradale. Forcellini orizzontali e sicuramente tensionatori. Predisposizione per freni (sia davanti che dietro) e per borracce. Sugli angoli ci sto pensando già da un po' e sto arrivando a qualche conclusione in merito.
Gruppo: sicuramente monomarca. BB a cartuccia e mozzi su cuscinetti sigillati, per un discorso prettamente legato alla manutenzione. Ideale sarebbe flip flop posteriore in modo da cambiare velocemente il rapporto da corsa a passeggio (scarto tra i denti tale da garantire la stessa lunghezza di catena), tralaltro soluzione che utilizzo ultimamente in modo soddisfaciente.
Cerchi: profilo medio/medio-basso, doppia camera e pista frenante. Raggiatura dietro sicuramente in terza, mentre per l'anteriore rimane la mia indecisione tra il radiale (a cui ormai ci ho fatto l'abitudine) e una terza (che mi solletica parecchio, visto che in città non è propiamente una pista da pattinaggio...). Rimarrebbe una soluzione B: ruota di default raggiata in terza per un uso normale ed eventuale cerchio a razze anteriore da montare esclusivamente per uscite ad ampio raggio o comunque per correre fuori città. Però ne apprezzo rotazione e rigidità solo in corsa e ben lontano da pavè e simili. E il fattore prezzo comunque mi fa sempre riflettere su quanto sia conveniente spendere tutti quei soldi per un apporto che comunque, per il mio grado di esperienza, non riesco ancora a sentire come totalemente determinante...
Gommatura: qui casca l'asino.... I palmer mi attizzano parecchio e mi ci trovo bene, molto meglio che con il copertoncino. Però questi ultimi rimangono comunque più pratici, sopratutto quando ci si allontana da casa... Probabilmente opterei per questi ultimi.
Sella: comoda, comoda, comoda. Mai come in quest'ultimo periodo bramo una sella che sia il giusto compromesso tra l'andare a fare la spesa e fare 30-40 km. Purtroppo questo è uno degli unici aspetti che realmente ci si deve affidare al proprio culo e provare...
Assetti: fondamentalmente due 1) corsa/uscite: monterei portaborracce e piega già armata di manopole per i freni, nonchè questi ultimi. Entrambi e buonanotte al secchio, rapporto più duro ma non troppo: circa 75", mi piacerebbe inoltre provare i pedali a sgancio rapido; 2) per un utilizzo normale spogliata di tutto tornerebbe brakeless e con un bel riser intorno ai 40 cm, rapporto morbido intorno a 70", che trovo fenomenale in città.
Insomma, questo è il canovaccio che ultimamente mi frulla per la testa. La parte veramente difficile è metterle in atto: al momento in realtà non ho bisogno di una bici nuova, però mi piacerebbe pian piano cominciare a cercare i pezzi per quella
definitiva. Il vero problema sta proprio qui: a quale telaista /marca affidarsi? Che gruppo scegliere, senza svenarsi? e così via per ogni singolo pezzo, fino all'ultima vite: se le cose si devono fare, le si fanno a
modino (come direbbe Vic)
Qualche idea di massima già c'è, ma siamo ancora in alto mare :D