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sabato 28 marzo 2009

Dr. Hfuhruhrr

Eccola qua la nuova fissa di Ze: Dr. Hfuhruhrr! Non vedo l'ora di poterla vedere dal vivo (e magari farci un giretto).

Intanto me la gusto in foto e non posso che fargli i complimenti. Mi piace molto l'idea di aver recuperato un telaio MTB rivisitando il tutto in chiave fixed: gommoni oversize, guarnitura originale, pipa positiva, rapporto mooorbido.

A vederla così sembra davvero comoda, e tralaltro mi garba parecchio anche esteticamente.

Per il resto leggetevi su Autopsie, qui e qui, come è nata e cresciuta!

domenica 1 febbraio 2009

Gauge Remix

Visto che qui ricomincia a nevicare (governo ladro! -ma funziona anche se nevica questa imprecazione???) ho fatto giusto in tempo a fare una bella revisione di Gauge (mov. centrale, guarnitura, pedali, catena, pignone dietro) per ripulire da tutto lo schifo tirato su con le precedenti piogge/nevicate, eliminare un po' di ruggine che era affiorata qua e là, e per ingrassarla come una foca.

Pare una bici rinata, bella liscia e placida.

Avevo trovato un paio di vecchi parafanghi in metallo, un po' da ripulire ma belli. Porcapaletta non c'è stato verso di montarceli su! Preso dallo sconforto me ne sono fatto una ragione: riproverò con più calma. Intanto non ho fatto altro che verniciare gli attuali (visto che erano un po' rovinati, ma pur sempre ottimi e leggeri) in tinta con la bici.

Sembra sempre di più una bici "normale". Il che mi piace, perchè alla fine non ha nulla di anormale una fissa: semplicemente monta un diverso tipo di pignone. Gli unici due tocchi cafoni sono la sempreverde maxi-corona e il manubrio lasciato nudo, con i tappini iridati.

Per ora, visto che non ho neanche tanto tempo da dedicarci su e la Ganna in atttesa di esser riassemblata, procederò molto lentamente negli upgrade, che ormai sono ben poca cosa: un bel paio di manopole classiche (possibilmente blu), parafanghi e pedali da passeggio cromati. Direi che è più pazienza nel recuperare i pezzi giusti che altro.

Confermo le impressioni già esposte in precedenza: una bici pesante, bassa, lenta e docile. Comoda sul pavè, sul bagnato e perfetta per qualsiasi spostamento. Con i gommoni non si corre, ma almeno si va ovunque senza fastidi.

Svincolato dalle gabbiette (inutili vista la velocità di crociera media e il rapporto montato: un colpetto e si ferma subito) non ho vincoli sulle scarpe e sopratutto sono libero di mettere questo benedetto piede giù quando ne ho voglia, che tanto fare trackstand non è che nobilita l'uomo, nè me lo ha ordinato il dottore.

Sella larga, buon baricentro, braccia aperte e posizione eretta completano il tutto: non ci si stanca, si può uscire vestiti da lavoro senza sderinarsi o sembrare dei disperati quando si scende.

Insomma il sunto è uno ed uno solo: lo scatto fisso è divertente, un modo di pedalare su cui tanto si è parlato (e quindi inutile insistere), che può esser declinato in vario modo: io ho preferito scindere la bici versatile da qella assolutamente nervosa. Entrambe divertentissime a modo loro. Con una si corre, si skidda, si fa trackstand e via dicendo, con l'altra ci si muove in relax senza fretta. Con entrambe mi godo completamente la pedalata (e andare in bici) da diversi punti di vista. Scelgo quella che voglio in base al momento e alla necessità.

Adesso manca solo di vedere come rinascerà la cara vecchia Jolie. Sempre secondo l'ottica di assecondare il più possibile la natura del telaio, probabilmente si collocherà a metà strada: una bici sull'andantino mosso, ma senza rinunciare alla comodità e alla versatilità.

La butto qui: con buona pace di chi inorridirà all'idea (e tralaltro chissenefrega), quasi sicuramente ci piazzerò dietro un flip-flop con ruota libera da un lato, nonchè il freno anetriore d'ordinanza. Questo perchè vorrei una single-speed, ma per ovvie ragioni di spazio devo cominciare a rivedere il numero di bici che girano per casa: tale soluzione mi permetterà di avere due bici in una. E aggiungerei anche buonanotte al secchio!

domenica 25 gennaio 2009

The older the better!

Stile da vendere per questa conversione trovata su Fixed Gear Gallery! Bellissimo manubrio, freno anteriore a tamburo e gommatura 700 x 28. Una bici che, immagino, deve esser bella comoda.

Unica nota le manopole: è un elemento che sto rivalutando moltissimo, sopratutto nell'uso da passeggio. Quelle in foto però sono un po' troppo.. bianche? Il top sarebbero state delle manopole in cuoio con cucitura a vista. Con un bel paio di parafanghi in acciao o legno definitivamente da urlo ;)

domenica 4 gennaio 2009

Cafè Racer


Scusate ma ho fatto un po' di casini con i post! Per fortuna ho recuperato tutto ;)
Specifico pure che momentaneamente la bici è mezza smontata e di nuovo nella vecchia versione per carenza di pezzi legata a ciclopasticci paralleli, comunque quanto prima tornerà in strada in veste Cafè Racer (forse con qualche ulteriore upgrade)!

L'ennesima evoluzione interessa solo ed esclusivamente sella e manubrio, ma il risultato è tale da stravolgere un po' tutto. Già da un po' volevo che la mia bici preferita, ormai l'unica (per ora) circolante fosse il più possibile comoda per girare in città, versatile e facile da portare anche bardato in giacca e cravatta.

Via quindi piega e pipa e largo ad un manubrio da passeggio da donna: posizione arretrata, schiena eretta e braccia più larghe. Manopole nere in gomma e sella nuova, anch'essa nera: più larga e imbottita rispetto alla San Marco che ora trova altra collocazione, senza rinunciare alla sua anima corsaiola, vista la provenienza pistaiola.

Queste due note di nero mi piacciono un casino sul telaio lasciato a nudo.

Confermato il 52/22, combinazione con cui giro bene in assoluta tranquillità vista la maneggevolezza.

Ho rubato dall'ambito motociclistico l'etichetta "cafè racer" per intitolare questo post e definire meglio la nuave veste della piratessa. E' una definizione abbastanza strana, anche perchè non facilmente inquadrabile. Diciamo che è un modo di intendere la moto nato un bel po' di anni fa in Inghilterra: moto veloci, sbruffone e casinare, spesso derivate da numerosi taglia e cuci su vecchi modelli o addirittura assemblando componenti di diverse maestranze, ottenendo così ibridi tanto belli ed eleganti quanto assurdi. I vecchi motard alla Marlon Brando, con tanto di brillantina e chiodo in pelle o giaccone da aviatore si sfidavano in gare cittadine (ricorda qualcosa?) e si davano appuntamento presso bar e pub, da qui la definizione Cafè racer.

Gli anni passano, e il fascino per queste moto nude, sportive e molto cool diventa moda allo stato puro e le case produttrici cominciano a valutare lo stile commercializzando modelli anche di grande successo: sono un terreno ottimo per i poser del motociclismo, i famosi bulli da bar di paese.

Ma gli appassionati restano, e di fianco alla massa rimangono gli eredi dei motard inglesi che fanno delle CR una vera e propria filosofia di vita, dando spazio ad una branca del custom molto interessante.

Orbene, tutta questa pappardella per dire che quando ho dato il colpo d'occhio globale alla mia bici dopo queste 2 piccole modifiche mi è tornato in mente quando da ragazzino rimanevo affascinato dalla CR che vedevo sulle riviste specializzate o quando seguivo i miei genitori ai motoraduni.

Naturalmente la cosa è meno sborona di quanto possa sembrare: semplicemente, in maniera molto più casereccia e, sopratutto, per puro caso credo che mi sia venuta fuori una bici che inconsapevolmente incarna molti di quegli aspetti: pezzi recuperati a destra e a manca, spesso incoerenti fra di loro, spesso vintage, assemblati a forza cercando di ottenere qualcosa buono per correre. Ma anche la semplicità, l'eleganza del ferro lasciato nudo, delle imperfezioni e degli sbuffi di grasso intorno a movimenti e mozzi.

Per ultimo il fattore moda: si è discusso ultimamente di questo aspetto. Volevo anche io aprire un post in merito, però poi ci ho ripensato e ne approfitto per dire la mia qui, prendendo spunto da quanto ho detto prima: come le CR la mia bici incarna una moda, una moda nata però a partire da un contesto preciso, perpretata da appassionati ed infine cavalcata negli anni dai famosi poser, modaioli o chicchessia.

Quindi tanto vale ammetterlo e pace: la fissa è tale e quale. C'è chi la vive perchè è la moda del momento e fa figo, e chi invece ci va in giro ogni giorno senza seguire blog, siti o partecipare ad alleycat o conoscere altri fissati, chi ci va da 30 anni e chi ha cominciato una settimana fa e la sua unica preoccupazione è il tanto famigerato freno davanti.

Secondo me è inutile creare distinzioni, polemiche, discussioni dai toni accesi. Come è inutile fare a gara su chi è arrivato prima, dopo o durante, chi è duro e puro o chi tra un mese metterà una Cinelli nuova di pacca in soffitta. Appassionati, dilettanti allo sbaraglio e poser... chissenefrega, l'importante è divertirsi e non prendersi mai troppo sul serio, ci sono già troppe rotture di balle da affrontare ogni giorno!

martedì 25 novembre 2008

Austro Daimler Inter 10

Bighellonando sul uòrduàiduèb ho trovato questa conversione su velospace. La base di partenza è una Austro Daimler che, se prima era relmente nelle condizioni della foto segnata come "before", io l'avrei lasciata in sacrosanta pace.

Invece, fortunatamente, nè è venuta fuori una conversione molto elegante che sottolinea adeguatamente geometrie e linee del telaio.

Belle le scelte cromatiche finali, il manubrio e, tocco di classe, il campanello. Dei cerchi in legno l'avrebbero resa definitivamente immortale ;)

Morgana

Ci tengo a segnalare Morgana, la fissa di JOANFRAN. Un po' perchè mi piace come è venuta, un po' perchè ho potuto seguire la sua costruzione fin dall'inizio tramite il suo blog biciclettas blues (che all'incirca è partito insieme al mio), un po' perchè questa foto spacca di brutto e può risollevare la qualità media degli scatti fatti da me e pubblicati tra queste pagine!

Si tratta della sua prima fixie e a mio avviso il risultato non è niente male. Rimando ogni descrizione alle parole dello stesso JOANFRAN e al suo blog, sperando prima o poi di poterci correre insieme!

lunedì 24 novembre 2008

Jolie Rouge (versione 3.6)


Eccoci qui: siamo ad una nuova versione di Jolie Rouge! ok, le foto fanno schifo come al solito.. allla fine ho deciso di rifarle di nuovo nello stesso posto e alle stesse angolazioni per mostrare meglio le differenze con la precedente versione ;)

Questo giro gli upgrade sono significativi, perchè la bici ne esce fuori con importanti modifiche sia estetiche che tecniche.

Riassumo qui di seguito tutte le novità in maniera sistematica, riprendendo anche quanto preannunciato nei post precedenti:

- reparto ruote: sui vecchi cerchi in alluminio ho montato dei mozzi da corsa vintage a flangia alta, raggiando in terza il posteriore e radiale l'anteriore. Viste le condizioni ormai limite dei copertoncini ne ho presi di nuovi, questa volta 23 mm. questo fondamentalmente per due motivi: ovviare la maggior rigidità delle "nuove" ruote (la differenza, sopratutto nell'anteriore, ora si sente veramente molto); secondariamente mi sono reso conto che i cerchi in questione, visto che sono abbastanza larghi, non rendevano bene con i 19 mm, creando qualche problema in curva e a basse velocità. visto che i 19 mm però sono ottimi quando si tira (in particolar modo su un buon manto stradale), adotterò sicuramente di nuovo questa soluzione il momento stesso in cui cambierò i cerchi con un modello più stretto (e magari anche con profilo medio/alto). Sto guardando con interesse alcuni modelli Ambrosio, che non costano follie e più di qualcuno mi ha detto di trovarsi bene. Comunque se ne riparla più in là!

- reparto trasmissione: ho montato una catena Miche Pista. 2 invece i pignoni: un 22 e un 18. nel primo caso il rapporto 52/22 sviluppa 63,8" con un range di skid niente male. E' senza dubbio divertente, reattivo e comodo in città. lo terrò senzaltro come pignone da passeggio ad uso quotidiano, ottimo anche per farsi le gambe, raffinare bene la tecnica di skid e surplace. il rapporto 52/18 invece sviluppa 78,0": più duro ma non spaccagambe, indispensabile per avere la bici più veloce in assetto da pedalate lunghe. al momento la bici è montata così per l'alleycat. con questi due rapporti mi trovo bene, e preferisco non cercare per ora la via di mezzo montando di volta in volta ciò che mi serve, anche se ne viene sacrificata la funzionalità. la soluzione migliore infatti sarebbe un mozzo posteriore flip-flop, ma per ora siamo fuori budget e se ne riparla, insieme ai cerchioni, più avanti.

- reparto sella: tornato a casa Michele mi ha rifornito di qualche pezzo molto interessante (tra cui un telaio su cui mi dedicherò a breve), tirando fuori da una cesta piena selle una San Marco Laser che ho immediatamente montato su un reggisella Stronglight. E' dura, stretta, vissuta e, secondo me, bellissima! Ci stavo pensando già da un po' a cambiare la posizione di guida e dai primi giri la resa ora mi sembra nettamente migliorata: più alto sui pedali, meno ingombro tra le cosce, assetto generale più comodo quando sono piegato sulla parte bassa del manubrio. è invece da cambiare il bloccaggio del reggisella al telaio, visto che quello attuale non va per nulla bene.

un'ultima considerazione prima di elencare in breve i dati della bici: ho recuperato una pipa manubrio da corsa e, visto che al momento a parte il manubrio ho praticamente cambiato tutti i pezzi che avevo smontato da Gauge per mettere su strada questa bici da subito, è molto probabile che la rimonterò a breve, tralaltro cercando, questa volta, di assecondare la sua indole da bici da passeggio. sto infatti solleticando l'idea di un manubrio bello comodo e parafango posteriore!

Telaio: Ganna
Verniciatura: ferro lasciato nudo senza protezione
Cerchi: Maccari da 28 in alluminio
Mozzi: corsa vintage a flangia alta
Guarnitura/pedivelle: corsa vintage 52 denti a chiavelle
Movimento centrale: calotte + gabbiette cuscinetti + perno da 140 mm per chiavelle
Pignone: 18 denti x 1/8" filettato; 22 denti x 1/8" filettato
Catena: Miche Pista
Reggisella: Stronglight
Sella: San Marco Laser

domenica 9 novembre 2008

Jolie Rouge (versione 2.1)

Eccoci qua dunque: la bici funziona perfettamente. Adesso che ho registrato bene mozzi, movimento centrale, sterzo, campanato e allineato la catena come si deve risulta estremamente stabile, veloce e silenziosissima.

I prossimi lavori saranno semplicemente degli upgrade per consolidare ulteriormente la bici: mozzo posteriore pista, pignone più grande, catena, copertoncini e camere d'aria nuovi (sempre da 19).

Alcune considerazioni: la guarnitura rimarrà questa. Lo so è un 52. Sì, è a chiavella. Però 1) questo è quello che passa il convento 2) questa soluzione mi permette di smontare tutto velocemente per la manutenzione senza l'estrattore 3) mi piace questa guarnitura.

Il 52/15 - spaccagambe è, per ora, una soluzione momentanea in attesa di comprare i componenti. certo per girare in città servirebbe qualcosa di un po' meno estremo, ma ne sto apprezzando moltissimo la cadenza sui percorsi lunghi e veloci. Mai avuto problemai di sorta a frenare, fermarmi, rallentare. E' duro, durissimo, ma non impossibile.

Devo ancora capire cosa mettere dietro. Il 18 non mi dispiace, sto facendo alcune prove e mi trovo bene. Soluzioni a maggiore dentatura sono quasi impossibili da trovare...

Sono inoltre contentissimo di aver tolto la verniciatura. la bici così ha molto più carattere e mi piace di brutto: è proprio un pezzo di ferro!

venerdì 7 novembre 2008

Gloria

Ooooooooh, finalmente! Ecco l'intramontabile Gloria, fissa storica del mio coinquilino, il buon vecchio Nephasto. Con la scusa di un giro di manutenzione + cambio manubrio finalmente riesco a pubblicarla sul blog!

mercoledì 29 ottobre 2008

Jolie Rouge (versione beta)

Una piccola anticipazione: in realtà non ho proprio saputo resistere alla tentazione di fare una foto ai limiti della decenza!

Eccola qui, nella sua versione provvisoria, però sembra funzionare questa volta! Provvisoria perchè devo cambiare il pignone posteriore, montare su le ruote con cerchi in alluminio e copertoni da 23, nonchè sostituire i pedali (con questi non mi trovo tanto comodo...). Inoltre devo fare ancora un paio di lavoretti, ma direi che, tutto sommato, la visione d'insieme è questa.

Ricapitoliamo:vecchio telaio Ganna trovato completamente coperto di ruggine, riportato interamente a ferro nudo ed infine, dopo molti tentennamenti, riverniciato con vernice gel da esterni (grigio grafite ferro antico). Nella foto sembra nera, in realtà è proprio un bel grigione scuro, al tatto molto ruvido. Insomma, una vera e propria vernice grezza da tubatura degna del più becero scantinato! Ho abbandonato il progetto originale di lasciare il telaio nudo, per una questione di praticità, visto che al momento questa è la mia unica bici su strada.

Ho lasciato a ferro i forcellini posteriori e le giunture sul cannotto di sterzo, tirate a lucido così come il fregio ormai consunto. Su una giuntura, in bella mostra, il numero di telaio, lasciato volutamente scoperto. Tutto l'avantreno, nonchè la sella provengono dalla mia vecchia fissa. Una vecchia ma perfetta guarnitura da corsa 52, movimento centrale (calotte, couscinetti e perno) di recupero, ruote, per il momento, quelle dell'altra bici, in attesa che siano pronte quelle nuove, decisamente più leggere.

Di nuovo una conversione, di nuovo un mezzo tecnicamente poco esigente. In realtà sono perfettamente alla pari col percorso che mi sono prefissato: sto risolvendo i grossi problemi di peso della precedente bici (non sono un maniaco in questo senso, ma realmente era pesante da portare su e giù per le scale di casa); ho optato per un secondo telaio più leggero, stretto e mirato, anche se non ancora estremo; più cura nella scelta dei componenti, anche se non ancora di gamma alta.

Insomma, aspettando di vedere come si comporta nella quotidianità, credo di aver messo in piedi una conversione che potrebbe essere un buon trampolino di lancio verso lavori man mano più di qualità: tutto sommato mi pare di essere sulla strada giusta, sto imparando molto e al momento questo è un risultato che si adatta bene alla mia ancora acerba esperienza in fatto di meccanica. Un buon motivo per non fermarsi qui e fare sempre meglio.

In definitiva rimango fermo sulla mia opinione: non mi va di spendere un patrimonio in pezzi buoni da assemblare se prima non imparo a farlo, a capire cosa fa la differenza e come si risolvono i problemi. la cara vecchia nave-scuola è quindi d'obbligo. Nel mio caso una nave pirata! ;)

Il nome? non può che essere Jolie Rouge, quindi, da tanto è bastarda 'sta bici: mi ha già messo KO per terra, mi ha pure lasciato a piedi e il telaio ha geometrie diverse che sinceramente non ho ancora capito (l'asse del movimento centrale è più alto, inoltre la posizione di guida è più distesa complice un cambrone più lungo a parità di altezza uguale al precedente telaio).

Inoltre continua ad essere tutto un rattoppo di materiale da recupero, in piena filosofia low cost che a questo giro ha toccato vette degne del più alto virtuosismo barbone.

Però ha quel fascino neo-retrò che tanto mi piace...

lunedì 22 settembre 2008

Gauge

Il rudere di una citybike buttato via. Ho liberato il telaio da tutto e ricominciato da zero: ridurre, smontare, segare, limare, riverniciare...

E poi tutto è stato molto più semplice, c'era ben poco da aggiungere: una vecchia guarnitura da 42, dei pedali, gabbiette, 2 cerchioni di recupero, una finta sella brooks da 7 euro, pipa , manubrio e catena. Lo stretto necessario insomma.

Questa è la prima fissa costruita da me. Ben poca tecnica, un risultato estremamente semplice, però perfettamente funzionante. In fondo questo volevo, e la cosa che più mi è piaciuta è stato proprio perseguirlo: osservare, imparare e olio di gomito.

Ogni songolo elemento è stato riupulito, sistemato e ingrassato.

Ogni singolo elemento serve a qualcosa.

Tutti insieme servono quotidianamente a muoversi in giro per la città.

Nulla di più semplice insomma.