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venerdì 22 maggio 2009

La Topa bianca

Eccola qua! Chiacchierata, immaginata, attesa, BRAMATA e... finalmente immortalata!

E' la nuova biga di Vic, che ci ha ampiamente sfracellato la minchia con i suoi "cappelletti" (trad. calotte del mov. centrale) che non andavano mai bene, con la dogana che si faceva i comodi suoi e altri mille aneddoti senz'altro da tramandare ai posteri.

Ho avuto la fortuna di vederla in anteprima (in realtà più che anteprima l'altra sera invece di andare al Bike Polo ho bestemmiato per ore insieme a Vincenzo per aiutarlo a montarla), e confermo che dal vero è una bici che non passa inosservata.

Ha numerose soluzioni che normalmente, prese singolarmente, non mi piacciono (da bravo romanticone del vintage quale sono :D ), però a questo giro sono costretto a togliermi il cappello di fronte al risultato finale, che tralaltro è molto armonioso nel suo insieme.

Vabbè vincè, non resta altro che ammazzarla di Km ora!

Ps: andatevi a vedere il resto delle foto su ViFisso ;)

martedì 31 marzo 2009

Colnago Superpista

Quando l'ho vista sono rimasto senza parole. Innanzitutto per la sobria eleganza. Poi per essere tutta Italiana, ed infine per essere coerente a se stessa ma non pedantemente da museo. insomma, ricercata si, ma non perfettina.

Poi perchè Paolo, il fortunato proprietario di questo gioiellino, l'ho conosciuto, ci ho parlato e pedalato insieme.

Solo così è possibile capire in fondo il senso di questo progetto: la passione per le bici e la pista.

Nulla di più lontano, a mio avviso, da un semplice esercizio di stile o dal tanto fantomatico "poserismo".

Su Fixedforum.it la descrizione in dettaglio e altre foto.

sabato 28 marzo 2009

Dr. Hfuhruhrr

Eccola qua la nuova fissa di Ze: Dr. Hfuhruhrr! Non vedo l'ora di poterla vedere dal vivo (e magari farci un giretto).

Intanto me la gusto in foto e non posso che fargli i complimenti. Mi piace molto l'idea di aver recuperato un telaio MTB rivisitando il tutto in chiave fixed: gommoni oversize, guarnitura originale, pipa positiva, rapporto mooorbido.

A vederla così sembra davvero comoda, e tralaltro mi garba parecchio anche esteticamente.

Per il resto leggetevi su Autopsie, qui e qui, come è nata e cresciuta!

giovedì 27 novembre 2008

Cerchioni in legno

Il post precedente ha introdotto un discorso che mi incuriosisce non poco: i cerchioni in legno.

Partiamo però dalla bici in foto, trovata su London-fixed gear & single-speed. Bella la livrea, il manubrio, tralaltro in tinta, e le coperture in pelle con cucitura a vista. Da notare i mozzi a flangia bassa e le cinghiette che tengono i copertoncini (o tubolari? dopo approfondiamo). Uniche due note, seppur meramente estetiche: guarnitura e reggisella staccano parecchio dalla linea d'insieme...

Veniamo a noi: la bicletta in questione adotta cerchi in legno. Sto cercando materiale sulla rete, in attesa di poter chiedere maggiori info a qualcuno di persona. Riporto qui di seguito alcune considerazioni trovate in primis su Ciclistica.

Ne emerge che i cerchi in questione sono stati utilizzati a livello professionistico per determinati tipi di competizione fino a tempi abbastanza recenti.

Ad oggi in pochi li costruiscono e il prodotto finale deve comunque risultare ad opera d'arte, sia per quanto riguarda la preparazione (qualità e stagionatura del legno) che la costruzione e raggiatura. Se così non fosse tutti i pregi in utilizzo e durabilità andrebbero a farsi benedire.

La predisposizione classica è tendenzialmente per Palmer anche se è possibile trovarne sul mercato vintage predisposti per i copertoncini (vi saranno dei profili ad hoc per l'alloggiamento degli stessi).

Pregi: confortevoli, robusti, durevoli, leggeri (con palmer), estetica veramente al top. Il tutto naturalmente se costruiti come si deve.

Difetti: costosi, da scegliere con estrema cura se usati, molta attenzione in fase di montaggio e predisposizione, i freni non hanno molto grip.

martedì 25 novembre 2008

Austro Daimler Inter 10

Bighellonando sul uòrduàiduèb ho trovato questa conversione su velospace. La base di partenza è una Austro Daimler che, se prima era relmente nelle condizioni della foto segnata come "before", io l'avrei lasciata in sacrosanta pace.

Invece, fortunatamente, nè è venuta fuori una conversione molto elegante che sottolinea adeguatamente geometrie e linee del telaio.

Belle le scelte cromatiche finali, il manubrio e, tocco di classe, il campanello. Dei cerchi in legno l'avrebbero resa definitivamente immortale ;)

Morgana

Ci tengo a segnalare Morgana, la fissa di JOANFRAN. Un po' perchè mi piace come è venuta, un po' perchè ho potuto seguire la sua costruzione fin dall'inizio tramite il suo blog biciclettas blues (che all'incirca è partito insieme al mio), un po' perchè questa foto spacca di brutto e può risollevare la qualità media degli scatti fatti da me e pubblicati tra queste pagine!

Si tratta della sua prima fixie e a mio avviso il risultato non è niente male. Rimando ogni descrizione alle parole dello stesso JOANFRAN e al suo blog, sperando prima o poi di poterci correre insieme!

lunedì 24 novembre 2008

Jolie Rouge (versione 3.6)


Eccoci qui: siamo ad una nuova versione di Jolie Rouge! ok, le foto fanno schifo come al solito.. allla fine ho deciso di rifarle di nuovo nello stesso posto e alle stesse angolazioni per mostrare meglio le differenze con la precedente versione ;)

Questo giro gli upgrade sono significativi, perchè la bici ne esce fuori con importanti modifiche sia estetiche che tecniche.

Riassumo qui di seguito tutte le novità in maniera sistematica, riprendendo anche quanto preannunciato nei post precedenti:

- reparto ruote: sui vecchi cerchi in alluminio ho montato dei mozzi da corsa vintage a flangia alta, raggiando in terza il posteriore e radiale l'anteriore. Viste le condizioni ormai limite dei copertoncini ne ho presi di nuovi, questa volta 23 mm. questo fondamentalmente per due motivi: ovviare la maggior rigidità delle "nuove" ruote (la differenza, sopratutto nell'anteriore, ora si sente veramente molto); secondariamente mi sono reso conto che i cerchi in questione, visto che sono abbastanza larghi, non rendevano bene con i 19 mm, creando qualche problema in curva e a basse velocità. visto che i 19 mm però sono ottimi quando si tira (in particolar modo su un buon manto stradale), adotterò sicuramente di nuovo questa soluzione il momento stesso in cui cambierò i cerchi con un modello più stretto (e magari anche con profilo medio/alto). Sto guardando con interesse alcuni modelli Ambrosio, che non costano follie e più di qualcuno mi ha detto di trovarsi bene. Comunque se ne riparla più in là!

- reparto trasmissione: ho montato una catena Miche Pista. 2 invece i pignoni: un 22 e un 18. nel primo caso il rapporto 52/22 sviluppa 63,8" con un range di skid niente male. E' senza dubbio divertente, reattivo e comodo in città. lo terrò senzaltro come pignone da passeggio ad uso quotidiano, ottimo anche per farsi le gambe, raffinare bene la tecnica di skid e surplace. il rapporto 52/18 invece sviluppa 78,0": più duro ma non spaccagambe, indispensabile per avere la bici più veloce in assetto da pedalate lunghe. al momento la bici è montata così per l'alleycat. con questi due rapporti mi trovo bene, e preferisco non cercare per ora la via di mezzo montando di volta in volta ciò che mi serve, anche se ne viene sacrificata la funzionalità. la soluzione migliore infatti sarebbe un mozzo posteriore flip-flop, ma per ora siamo fuori budget e se ne riparla, insieme ai cerchioni, più avanti.

- reparto sella: tornato a casa Michele mi ha rifornito di qualche pezzo molto interessante (tra cui un telaio su cui mi dedicherò a breve), tirando fuori da una cesta piena selle una San Marco Laser che ho immediatamente montato su un reggisella Stronglight. E' dura, stretta, vissuta e, secondo me, bellissima! Ci stavo pensando già da un po' a cambiare la posizione di guida e dai primi giri la resa ora mi sembra nettamente migliorata: più alto sui pedali, meno ingombro tra le cosce, assetto generale più comodo quando sono piegato sulla parte bassa del manubrio. è invece da cambiare il bloccaggio del reggisella al telaio, visto che quello attuale non va per nulla bene.

un'ultima considerazione prima di elencare in breve i dati della bici: ho recuperato una pipa manubrio da corsa e, visto che al momento a parte il manubrio ho praticamente cambiato tutti i pezzi che avevo smontato da Gauge per mettere su strada questa bici da subito, è molto probabile che la rimonterò a breve, tralaltro cercando, questa volta, di assecondare la sua indole da bici da passeggio. sto infatti solleticando l'idea di un manubrio bello comodo e parafango posteriore!

Telaio: Ganna
Verniciatura: ferro lasciato nudo senza protezione
Cerchi: Maccari da 28 in alluminio
Mozzi: corsa vintage a flangia alta
Guarnitura/pedivelle: corsa vintage 52 denti a chiavelle
Movimento centrale: calotte + gabbiette cuscinetti + perno da 140 mm per chiavelle
Pignone: 18 denti x 1/8" filettato; 22 denti x 1/8" filettato
Catena: Miche Pista
Reggisella: Stronglight
Sella: San Marco Laser

mercoledì 19 novembre 2008

It's like riding through the mud on smooth pavement

Ho trovato la citazione che da il titolo a questo post in rete. Si parlava di questa bici:

vi rimando quindi alla pagina originale del blog The One Speed Biker per altre foto e sopratutto per la descrizione completa di questa conversione, che trovo molto bella e interessante.

Tornando alla citazione, si trovano ad un certo punto queste parole:

"My first ride on these tires show this bike to be a pig. That's right, at only 63 gear inches (52/22) it's like riding through the mud on smooth pavement. Of course, that doesn't really matter, it's all about the joy of riding it."


Ordunque si parla del famigerato rapporto 52/22. Ho raggiato le ruote con i nuovi mozzi (anteriore radiale, posteriore in terza) e montato il pignone da 22. Al primo test su strada serio mi sono venute in mente proprio le parole appena citate: è un rapporto folle! C'è da dire che per prendere velocità bisogna frullare le zampette non poco, tipo criceto sulla ruota, però la bici è divertentissima: un'orgia di skid e surplace! tantissima ripresa, estremamente maneggevole anche nelle manovre strette e repentine.

Le gambe in realtà non si stancano, perchè comunque il dispendio richiesto per gli allunghi viene compensato da una più generale morbidezza in pedalata, tralaltro più rilassata per via di un maggior senso di sicurezza che da il fatto di poter skiddare molto facilmente.

Vediamo adesso come si comporta nella quotidianità. Certo è che devo un po' cambiare il mio stile di guida: prima basavo tutto esclusivamente sulla decelarazione, che tralaltro era molto potente e quindi mi permetteva di risparmiare energie, lasciando a skid di prepotenza solo le frenate di emergenza; adesso la decelerazione è meno precisa, però è aumentata a dismisura la governabilità e la possibilità di frenare a piacimento.

ps: a breve le foto dell'upgrade!

martedì 18 novembre 2008

Bike porn + considerazioni

Ecco una foto trovata qui che mi ha colpito parecchio:

Si può ben capire dai dettagli che questa è la classica fissa che piace a me! Ha molti particolari su cui un buon 90% dei fissati storcerebbe il naso (e da un punto di vista tecnico bisogna dargli ragione...), ma al cuor non si comanda, quindi nonostante tutto non riesco a non fami rapire dall'effetto d'insieme dirompente che ne scaturisce.

Una (prima-si desume dalla didascalia) conversione politically-scorrect a partire da un telaio dalle geometrie allungate; rapporto spacca-gambe infiniiiiito, chiavelle, catena lasca, pipa corta, piega nuda con freno alla francese, tappi di sughero (o legno?), sella (e sopratutto sua posizione) stu-penda : tra sacro e profano, virtù e ignoranza ciclistica (intesa nel senso "folk" del termine), correndo a perdifiato sulla mediana che divide (auto) consapevolezza e pura spontaneità.

In definitiva: spettacolare.

Il mio ideale romantico di "prima fissa ben realizzata" è proprio questo: non la ricerca dell'assoluto relativo, ovvero la pura realizzazione di qualcosa che segua il canone di una perfezione tecnico-stilistica inquadrabile in una serie di schemi e metri d misura ripetibili, bensì l'emozione dell'assoluto in sé e per sé, scevro da ogni dogma e libero di essere interpretato ed interpretarsi.

Per la ricerca di una coerenza funzionale c'è sempre tempo e dovrebbe essere comunque un percorso di crescita teso alla ricerca della perfezione (per questo si pensa alla leggerezza, alla durabilità, alle prestazione), ma la bellezza infinita dell'estro, dell'unire coerentemente in un risultato armonioso più cose che nulla hanno a che vedere l'una con l'altra, dell'errore grossolano vicino alla raffinatezza sono elementi che dovrebbero comunque sopravvivere, e non venir castrati da uno sdegnoso e sprezzante tenocraticismo, che null'altro fa se non scoraggiare e mortificare, spesso, piccole soddisfazioni e traguardi che chi è all'inizio riesce a togliersi/raggiungere.

Da ultimo degli ultimi rimango convinto sempre di più dell'affermazione che la fissa non è nulla di più che una bici qualsiasi che monta un pignone fisso.

Il restante 99,9% della fissa è semplicemente (?) chi la cavalca.

domenica 9 novembre 2008

Jolie Rouge (versione 2.1)

Eccoci qua dunque: la bici funziona perfettamente. Adesso che ho registrato bene mozzi, movimento centrale, sterzo, campanato e allineato la catena come si deve risulta estremamente stabile, veloce e silenziosissima.

I prossimi lavori saranno semplicemente degli upgrade per consolidare ulteriormente la bici: mozzo posteriore pista, pignone più grande, catena, copertoncini e camere d'aria nuovi (sempre da 19).

Alcune considerazioni: la guarnitura rimarrà questa. Lo so è un 52. Sì, è a chiavella. Però 1) questo è quello che passa il convento 2) questa soluzione mi permette di smontare tutto velocemente per la manutenzione senza l'estrattore 3) mi piace questa guarnitura.

Il 52/15 - spaccagambe è, per ora, una soluzione momentanea in attesa di comprare i componenti. certo per girare in città servirebbe qualcosa di un po' meno estremo, ma ne sto apprezzando moltissimo la cadenza sui percorsi lunghi e veloci. Mai avuto problemai di sorta a frenare, fermarmi, rallentare. E' duro, durissimo, ma non impossibile.

Devo ancora capire cosa mettere dietro. Il 18 non mi dispiace, sto facendo alcune prove e mi trovo bene. Soluzioni a maggiore dentatura sono quasi impossibili da trovare...

Sono inoltre contentissimo di aver tolto la verniciatura. la bici così ha molto più carattere e mi piace di brutto: è proprio un pezzo di ferro!

venerdì 7 novembre 2008

Scene di vita quotidiana

Jolie Rouge (nella sua ultimissima versione) e la Gloria di Nephasto in "garage" per la messa a punto: ovvero in salotto.

Il terzo coinquilino chiede se può pagare di meno di affitto visto che non ha una fissa e quindi non può utilzzare il "garage" in casa ;)

Gloria

Ooooooooh, finalmente! Ecco l'intramontabile Gloria, fissa storica del mio coinquilino, il buon vecchio Nephasto. Con la scusa di un giro di manutenzione + cambio manubrio finalmente riesco a pubblicarla sul blog!

giovedì 30 ottobre 2008

Bike porn

Ecco due bici che mi fanno impazzire:

Tutte le foto su Fixed Gear Gallery


Mentre questa la trovate su Fixed Gear head

La prima ha una presenza scenica incredibile: essenziale. A parte questo da notare la pipa manubrio e le pedivelle a chiavella. Bellissime le scelte cromatiche della seconda: bianco/verde, forcellini posteriori interamente lucidi. E' una conversione, e sarebbe interessante capire i lavori fatti per arrivare al risultato finale.

mercoledì 29 ottobre 2008

Jolie Rouge (versione beta)

Una piccola anticipazione: in realtà non ho proprio saputo resistere alla tentazione di fare una foto ai limiti della decenza!

Eccola qui, nella sua versione provvisoria, però sembra funzionare questa volta! Provvisoria perchè devo cambiare il pignone posteriore, montare su le ruote con cerchi in alluminio e copertoni da 23, nonchè sostituire i pedali (con questi non mi trovo tanto comodo...). Inoltre devo fare ancora un paio di lavoretti, ma direi che, tutto sommato, la visione d'insieme è questa.

Ricapitoliamo:vecchio telaio Ganna trovato completamente coperto di ruggine, riportato interamente a ferro nudo ed infine, dopo molti tentennamenti, riverniciato con vernice gel da esterni (grigio grafite ferro antico). Nella foto sembra nera, in realtà è proprio un bel grigione scuro, al tatto molto ruvido. Insomma, una vera e propria vernice grezza da tubatura degna del più becero scantinato! Ho abbandonato il progetto originale di lasciare il telaio nudo, per una questione di praticità, visto che al momento questa è la mia unica bici su strada.

Ho lasciato a ferro i forcellini posteriori e le giunture sul cannotto di sterzo, tirate a lucido così come il fregio ormai consunto. Su una giuntura, in bella mostra, il numero di telaio, lasciato volutamente scoperto. Tutto l'avantreno, nonchè la sella provengono dalla mia vecchia fissa. Una vecchia ma perfetta guarnitura da corsa 52, movimento centrale (calotte, couscinetti e perno) di recupero, ruote, per il momento, quelle dell'altra bici, in attesa che siano pronte quelle nuove, decisamente più leggere.

Di nuovo una conversione, di nuovo un mezzo tecnicamente poco esigente. In realtà sono perfettamente alla pari col percorso che mi sono prefissato: sto risolvendo i grossi problemi di peso della precedente bici (non sono un maniaco in questo senso, ma realmente era pesante da portare su e giù per le scale di casa); ho optato per un secondo telaio più leggero, stretto e mirato, anche se non ancora estremo; più cura nella scelta dei componenti, anche se non ancora di gamma alta.

Insomma, aspettando di vedere come si comporta nella quotidianità, credo di aver messo in piedi una conversione che potrebbe essere un buon trampolino di lancio verso lavori man mano più di qualità: tutto sommato mi pare di essere sulla strada giusta, sto imparando molto e al momento questo è un risultato che si adatta bene alla mia ancora acerba esperienza in fatto di meccanica. Un buon motivo per non fermarsi qui e fare sempre meglio.

In definitiva rimango fermo sulla mia opinione: non mi va di spendere un patrimonio in pezzi buoni da assemblare se prima non imparo a farlo, a capire cosa fa la differenza e come si risolvono i problemi. la cara vecchia nave-scuola è quindi d'obbligo. Nel mio caso una nave pirata! ;)

Il nome? non può che essere Jolie Rouge, quindi, da tanto è bastarda 'sta bici: mi ha già messo KO per terra, mi ha pure lasciato a piedi e il telaio ha geometrie diverse che sinceramente non ho ancora capito (l'asse del movimento centrale è più alto, inoltre la posizione di guida è più distesa complice un cambrone più lungo a parità di altezza uguale al precedente telaio).

Inoltre continua ad essere tutto un rattoppo di materiale da recupero, in piena filosofia low cost che a questo giro ha toccato vette degne del più alto virtuosismo barbone.

Però ha quel fascino neo-retrò che tanto mi piace...

giovedì 16 ottobre 2008

La Graziella di Michele





Michele, insieme a Fabio, è uno dei miei maggiori interlocutori ed ispiratori, da un anno a questa parte, in fatto di bici.

Si può ben dire che sia già arrivato ad un punto di equilibrio e, nonostante continui a cercare di assemblare e migliorare bici da passeggio per mia madre e mia sorella, per sè preferisce telai piccoli, pighevoli, prestanti e, come si può vedere in foto, con una posizione di guida molto caratteristica: manubrio molto alto. cosa che risulta in effetti comoda.

Questo quindi è ciò che vuole, e lo si nota anche dalle altre Grazielle assemblate che girano in garage e dai telai che ancora attendono una giusta ispirazione. Ci sarebbe tanto da dire, sopratutto per altri pezzi che si intravedo qua e là: una bibici, una pighevole con trasmissione a cinghia dalla pozizione di guida malatissima, e altre chicche.

Al momento sta cercando di capire come utilizzare uno splendido telaio in alluminio grezzo. Attendiamo fiduciosi.

Per quanto riguarda il mezzo in foto è frutto di una lunga evoluzione. Questa bici, in origine, l'ho usata pure io per un periodo, ma era alquanto diversa: al tempo era una graziella alleggerita e resa più performante, contropedale e una bella passata a grezzo di vernice parasassi da auto. Si guidava molto bene in città, comoda sul pavè e sempre bella liscia in pedalata.

Adesso l'upgrade l'ha portata ad altri livelli. I lavori hanno interessato un po' tutto il mezzo, cerchiamo di elencarli.

Il telaio è stato segato e modificato nella zona cannoto di sterzo per poter accogliere la forcella anteriore di una MB da bambino. E' stato creato un nuovo riser per il manubrio a partire da una vecchia pipa da corsa segata e unita ad un reggisella. Tutti i raccordi sono stati realizzati artigianalmente, così come il sistema di fissaggio del riser stesso. Attacco manubrio di una MB sverniciato e riportato a grezzo. Freno anteriore nuovo e in mezzo al manubrio un bel faro anni '50 di recupero.

Al posteriore mozzo con contropedale e cambio integrato interno a 3 velocità, dinamo eun piccolo faro bullet, sempre di recupero.

Guarnitura, come si può notare, importante. Pedali nuovi da MB. Si può notare sotto la sella una placca paracolpi sagomata realizzata in alluminio. Presto in arrivo una seconda sul cambrone, che si collocherà in posizione anteriore rispetto al classico serraggio da graziella, pensata per appoggiare il piede sulla canna senza sporcare la verniciatura.

Quest'ultima comunque non è tanto delicata: saratoga gel per cancelli grigio forgia.

Che dire? A me sta graziella, ME piace! Me piace assai!

mercoledì 24 settembre 2008

Knocking' on heaven's door


Opinione personalissima, ma questa bici è uno spettacolo! Superfluo quindi ogni mio commento... Tutte le foto su Dancing Weapon of Mass Destruction's photostream

lunedì 22 settembre 2008

Gauge

Il rudere di una citybike buttato via. Ho liberato il telaio da tutto e ricominciato da zero: ridurre, smontare, segare, limare, riverniciare...

E poi tutto è stato molto più semplice, c'era ben poco da aggiungere: una vecchia guarnitura da 42, dei pedali, gabbiette, 2 cerchioni di recupero, una finta sella brooks da 7 euro, pipa , manubrio e catena. Lo stretto necessario insomma.

Questa è la prima fissa costruita da me. Ben poca tecnica, un risultato estremamente semplice, però perfettamente funzionante. In fondo questo volevo, e la cosa che più mi è piaciuta è stato proprio perseguirlo: osservare, imparare e olio di gomito.

Ogni songolo elemento è stato riupulito, sistemato e ingrassato.

Ogni singolo elemento serve a qualcosa.

Tutti insieme servono quotidianamente a muoversi in giro per la città.

Nulla di più semplice insomma.