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sabato 29 agosto 2009

Domenica 30 Agosto: Cassano - Merate - Monza

Questa volta faccio la mia proposta. Uscita facile facile per domani mattina: si parte da Milano non troppo presto, direzione Cassano d'Adda, ci si rivolge poi verso Merate e si ritorna per Monza. I km totali sono circa 80 su un percorso non impegnativo. Uscita perfetta per riprendersi dalle abbondanti grigliate di pesce delle ferie e racquisire con calma il ritmo che impone capitan Bbio nelle uscite regolari del week-end! ;)

Maggiori info di seguito nei commenti (giusto per mettersi bene d'accordo).

EDIT: APPUNTAMENTO FUORI DALLA STECCA ORE 9:00

domenica 2 agosto 2009

Test me on Montorfano

Oggi alla fine i km sono stati poco più di 110 (115 effettivi, contando casa to casa). Gran bel giro davvero. Come al solito ci siamo persi modificando un po' a muzzo il percorso di base. Comunque a Montorfano ci siamo arrivati. Parecchie salite questa volta, alcune abbastanza toste, prolungate e con buona pendenza. Qualche bella discesa a tornanti, su cui ho fatto fatica a tenere la bici sulla soglia dei 50 Km/h (essendo brakeless non era il caso di lanciarsi giù come degli unni, visto anche il traffico...). Interessanti bariste ad una sosta-brioche tattica e cranio cucinato dall'ormai celebre casco nero, completano la giornata. Non senza citare il celeberrimo Cobram-Style, che oggi ha toccato picchi di virtuosismo decismente inarrivabili. Sulla Milano-Meda invece abbiamo fatto gruppo, con cambi e buone medie intorno ai 40 Km/h, almeno finchè le gambe hanno retto: poi, dopo aver pesantemente barbonato ad un distributore, negli ultimi Km la fatica di tutte quelle salite (e per noi fissati pure discese) è scesa e ci siamo scazzati un po', entrando in Milano con faccia da triglia.

Oggi c'è stato anche il battesimo del fuoco del telaio nuovo: montato ieri un po' alla cazzo (fatto un lavoretto di rifilettatura e sgrezzamento giusto alla scatola del MC per poterlo utilizzare un po' in attesa della verniciatura - grazie amicicci della cicloffa che avete sopportato il mio imbruttimento!) con tutti i componenti della Jolie, per farci un po' di test. Ne è venuto fuori che la differenza già si sente, nonostante i vistosi problemi all'anteriore dovuti alla serie sterzo provvisoria. Più leggero, con geometrie adeguate e finalmente carro corto, la fatica si è sentita di meno. Buona ripresa e sensibile aumento di prestazioni in salita.

E' un telaio che sicuramente vale quello che l'ho pagato, ovvero poco. Ed è un telaio che c'entra ancor meno con la pista. Esattamente quello che volevo!

ps: plauso alla trasmissione della Jolie, tutta di recupero e messa insieme, grazie ai mercatini-santi-subito, con pochi euro. Montata sul nuovo telaio ha girato subito perfetta con linea di catena oziosissima. devo dire che quasi mi dispiacerà spendere tutti quei soldi per mozzo e guarnitura nuovi...

sabato 1 agosto 2009

Domenica 2 agosto: giro Milano - Lago di Motorfano

Se non seguite il blog di Bbio secondo me fate male. Principalmente perchè il nostro stravecchio è uno che se gli dici di andare a fare una corsa in bici è già in sella ad aspettarti. Secondariamente perchè ultimamente proprio sul suo blog sta dando grande spazio a bei percorsi, da fare principalmente nel week-end.

L'idea di base è semplice: poche chiacchiere e correre un po' insieme in fissa o bdc. Si decide un percorso, di kilometraggio e difficoltà adeguate, e si parte.

Domani (domenica 2 agosto), si farà Milano - Lago di Montorfano, 91 Km totali, 520 metri di dislivello.

Per chi fosse interessato ecco il post di riferimento.

domenica 26 luglio 2009

Un altro mattone nel muro pt.2

Ritenutomi soddisfatto dei tristissimi allenamenti di cui al post precedente, ho deciso di progredire alla fase successiva:

l'uscita in bici con altri ciclisti

Drammatica sveglia alle 5.40, caffè a 7800° Fahrenheit, Diana Blu sul water, doccia tonificante. Appuntamento alle 6.30 in ciclofficina: arrivando trovo un quantomai improbabile Ray intento a riparare una foratura mezzo nudo (temo che fossero i postumi del BlingBling Ancora nell'aria..). Sopraggiunge Bbio: anch'egli ha bucato stada facendo, cominciamo bene. I due ci metteranno 2 sensazionali ore a procedere al pit-stop: comincio a temere i possibili esiti di uno spignonamento. Partenza effettiva 8:30.

Attrezzatura Ray: canotta bianca modello Pizzeria Bella Napoli con laide manate di morchia, pantaloncino ciclista con gamba pelosa e spettacolare abbronzatura a settori; bicicletta da corsa fighetta con quantomai azzardato portapacchi stile panettiere (della serie: tengo il cupé sportivo e ci metto il portabighe sul tetto)

Attrezzatura Bbio: tecnicissima maglietta ciclista sponsorizzata con vezzoso gilet sopra, pantaloncino ciclista con gamba pelosa, occhiale senza una lente; fissa di derivazione ciclofficinica con manubrio crono ricavato da un tubo piegato a bestemmie dal Suino, astuccio da cancelleria con attrezzi ficcato nel portaborraccia e guarnitura con boccole svitate.

Attrezzatura Ico: vergognoso completino nero da ciclista pagato 10 euro, gamba pelosa, clamoroso casco nero da snowboard del Cimetta con sotto capplino ricordo della I love Milano; fissa nata e cresciuta in ciclofficina e rimodellata dala Decathlon: telaio da passeggio, ruote storte (si lo so, devo ancora centrarla e campanarla...) e filo di ruggine su tutto il telaio.

Lanciamo quindi la nostra personale sfida "Coppa Cobram" al pettinatissimo mondo dei ciclisti della domenica, sbagliando subito approccio dato che è sabato.

Partiti cominciano subito le mie pare: riuscirò a mantenere la media di 30-35 km/h? ma veramente questi vogliono fare un centinaio di Km? Io al massimo ne ho fatti 40 e ne sono pure uscito male. Simulo un crampo e me ne torno a casa? Simulo morte?

Naturalmente taccio di tutto ciò con i miei compagni e trasmetto positività, voglia di fare e allegria. Mento spudoratamente raccontando di quando ho fatto lo Zoncolan impennando in salita con la fissa portando un amico sulle spalle.

Direzione nord. Dopo qualche Km di riscaldamento imprimiamo un ritmo iniziale di 30 km/h. Pensavo peggio, molto peggio: stando in scia vado tranquillissimo e macino Km sfiorando alternativamente la ruota posteriore di Ray o Bbio. Superiamo banchi interi di sfavillanti ciclisti multicolor e alziamo ulteriormente la velocità di crociera.

Mi sto ancora gongolando sorpreso dalle mie stesse prestazioni quando a Monza Mastro Ray cade, complice una rotonda non troppo ben progettata. Per fortuna il nostro stravecchio si rialza miracolosamente illeso, però ora bisogna riprendere i branchi di ciclisti che ci hanno appena sfilati.

Ci pigliamo bene, Ray bello incazzato imprime un buon ritmo. Sbagliamo strada, riprendiamo la retta via e ci troviamo in zona andantina mossa: comincia il mio dramma personale. Una serie di interminabili falsipiani conditi da qualche salita meschina che, unite alla mia scarsa esperienza collinare in fissa e alla brillante idea di montare un 42/14 hanno messo a dura prova la mia psiche. Bbio però mi incita di proseguire e mi dà la carica. Tengo un passo lento ma costante, spingendo sui pedali ed imponendomi di non fermarmi, finchè un lungo discesono mi porta ad erba.

Sosta barbona sugli scalini di un supermercato, con abbondante mangiata di brioches. Ray si è pure addormentato (sugli scalini) in una delle posture più assurde mai viste, millantandone l'incredibile comodità: in realtà non si è mai ripreso dalla sveglia.

Ripartiamo: il lungo discesone ora è una lunga salita. Le gambe però sembrano andare da sole. mantengo sempre il mio passo, ma ce la faccio. Raggiungo gli altri e finalmente di nuovo discesa: Vento a favore e leggerissima pendenza ci permettono di mantenere per un po' una media oziosissima: 40 km/h. Ad un certo punto Bbio allunga, registro prima un 44 e poi un 47, finchè non ci perdiamo.

Vaghiamo come dei deficienti attraversando prati, rotonde e centri abitati: sembra che ci abbiano tolto la strada e che l'autostrada sia l'unico modo per raggiungere Milano.

Alla fine ritroviamo la retta via, ma la stanchezza giuoca il secondo fattaccio: Ray scivola di nuovo e si infila sotto un auto ferma ad un semaforo. Questa volta cade sul cellulare, rompendolo e prendendo una bella botta sulla coscia.

Ripartiamo un po' sottotono. A Milano Bbio viene preso da una crisi mistica e parte in volata: ce lo perdiamo. Noi invece facciamo gli ultimi km a gambe pesanti. Io comincio ad avere collo e spalle indolenziti (la bici fuori misura si fa sentire dopo un po') e Ray, complice la stanchezza, comincia a sentire le botte prese.

La ciclofficina sembra un miraggio: finalmente siamo a casa e possiamo pranzare sparando cazzate in buona compagnia.

Bellalì raga, veramente un bel giro: ripetiamo quanto prima!

sabato 25 luglio 2009

Un altro mattone nel muro pt.1

La prova costume ha dato esiti negativi, quindi nell'ultimo periodo ho affrontato sessioni serali, nei limiti del possibile, da 30 km in biga per smaltire un po', rafforzare la gamba, rinvigorire il fiato e trovare un giusto equilibrio con me stesso.

Da bravo cittadino i 30 km sono rigorosamente in tondo per il parco Lambro: vista tangenziale est schivando zanzare mannare, varietà infinite di joggers, inlineskaters, bikesteppers, ghostbusters, vegetarian grindcore progressivers. Insomma, dall'ironman che si allena a Milano e poi torna correndo per cenare a casa sua a Firenze, a chi rischia un infarto dopo 20 metri, tipe fighe fresche come rose e sciuri tecnicissimi GPS-dotati (sia mai perdersi al Lambro), passando per mille varietà di sofferenze assortite, calorie bruciate, contapassi, autan e possibili anaeurismi.

Dopo essermi recato alla Decathlon, chiedendo espressamente l'attrezzatura del ciclista, ho sfigurato la povera Jolie con accessori ciclismo da poche lire (me devo dire funzionali): ho definitivamente perso la dignità zen del fissato duro e puro, abbracciando la filosofia dello sportivo barbone. Con il mio fido DC-9 poverello-style mi sono quindi armato di buona volontà e ho cominciato a tirare le fila della mia situazione ciclistica, operando inutili quanto devastanti piani di allenamento caserecci, incuranti di qualsiasi nozione basilare atta a tale scopo: un paro de uova crude prima di partire, musica di Rocky in cuffia e improvvise urla di incitamento modello ospedale psichiatrico unite a facce da guerra, seguite molto spesso da depressioni e pianti improvvisi. Il tutto condito da coloriti paonazzi e ascelle tzunami.

Sarà servito a qualcosa tutto ciò?

State tunati: lo scoprirete nella prossima puntata!