giovedì 30 ottobre 2008

Test drive #2: tutto ok

la bici funziona. Sistemati un paio di spessorini, rivisto qualche bullone, preghierina prima di partire... insomma va: la catena non gratta e sembra tutto a posto.

Partendo per il test drive "serio" avevo qualche dubbietto, visto che l'ultima volta mi è saltata la catena due volte, una delle quali mi ha regalato l'emozione di un rosso sparato a ruota libera (forse mettere un freno finchè la bici non è a punto non è una cattiva idea...).

Invece fila.

Il rapporto 52/15 imbruttisce parecchio, ma è una scelta pigra in attesa di andare a pigliare un pignone più umano. Poi non ho manco voglia di smontare l'attuale, visto che tutta la ruota posteriore così com'è andrà direttamente a Nephasto per la sua nuova fissa. C'è da dire che ho tirato due allunghi degni di nota: la bici è nettamente più veloce e ignorante, e la posizione di guida è tutt'altro che rilassata: mi piace!

Mancano solo le ruote nuove, quindi: è giunta l'ora di campanare a festa!

mercoledì 29 ottobre 2008

Jolie Rouge (versione beta)

Una piccola anticipazione: in realtà non ho proprio saputo resistere alla tentazione di fare una foto ai limiti della decenza!

Eccola qui, nella sua versione provvisoria, però sembra funzionare questa volta! Provvisoria perchè devo cambiare il pignone posteriore, montare su le ruote con cerchi in alluminio e copertoni da 23, nonchè sostituire i pedali (con questi non mi trovo tanto comodo...). Inoltre devo fare ancora un paio di lavoretti, ma direi che, tutto sommato, la visione d'insieme è questa.

Ricapitoliamo:vecchio telaio Ganna trovato completamente coperto di ruggine, riportato interamente a ferro nudo ed infine, dopo molti tentennamenti, riverniciato con vernice gel da esterni (grigio grafite ferro antico). Nella foto sembra nera, in realtà è proprio un bel grigione scuro, al tatto molto ruvido. Insomma, una vera e propria vernice grezza da tubatura degna del più becero scantinato! Ho abbandonato il progetto originale di lasciare il telaio nudo, per una questione di praticità, visto che al momento questa è la mia unica bici su strada.

Ho lasciato a ferro i forcellini posteriori e le giunture sul cannotto di sterzo, tirate a lucido così come il fregio ormai consunto. Su una giuntura, in bella mostra, il numero di telaio, lasciato volutamente scoperto. Tutto l'avantreno, nonchè la sella provengono dalla mia vecchia fissa. Una vecchia ma perfetta guarnitura da corsa 52, movimento centrale (calotte, couscinetti e perno) di recupero, ruote, per il momento, quelle dell'altra bici, in attesa che siano pronte quelle nuove, decisamente più leggere.

Di nuovo una conversione, di nuovo un mezzo tecnicamente poco esigente. In realtà sono perfettamente alla pari col percorso che mi sono prefissato: sto risolvendo i grossi problemi di peso della precedente bici (non sono un maniaco in questo senso, ma realmente era pesante da portare su e giù per le scale di casa); ho optato per un secondo telaio più leggero, stretto e mirato, anche se non ancora estremo; più cura nella scelta dei componenti, anche se non ancora di gamma alta.

Insomma, aspettando di vedere come si comporta nella quotidianità, credo di aver messo in piedi una conversione che potrebbe essere un buon trampolino di lancio verso lavori man mano più di qualità: tutto sommato mi pare di essere sulla strada giusta, sto imparando molto e al momento questo è un risultato che si adatta bene alla mia ancora acerba esperienza in fatto di meccanica. Un buon motivo per non fermarsi qui e fare sempre meglio.

In definitiva rimango fermo sulla mia opinione: non mi va di spendere un patrimonio in pezzi buoni da assemblare se prima non imparo a farlo, a capire cosa fa la differenza e come si risolvono i problemi. la cara vecchia nave-scuola è quindi d'obbligo. Nel mio caso una nave pirata! ;)

Il nome? non può che essere Jolie Rouge, quindi, da tanto è bastarda 'sta bici: mi ha già messo KO per terra, mi ha pure lasciato a piedi e il telaio ha geometrie diverse che sinceramente non ho ancora capito (l'asse del movimento centrale è più alto, inoltre la posizione di guida è più distesa complice un cambrone più lungo a parità di altezza uguale al precedente telaio).

Inoltre continua ad essere tutto un rattoppo di materiale da recupero, in piena filosofia low cost che a questo giro ha toccato vette degne del più alto virtuosismo barbone.

Però ha quel fascino neo-retrò che tanto mi piace...

domenica 26 ottobre 2008

Test drive #1: rewind

Primo test sulla nuova bici fallimentare.

L'ho assemblata, ma si sono presentati puntuali un bel po' di problemi. Innanzi tutto il movimento centrale ha cominciato a fare tantissimo gioco. Con santa pazienza ho smontato tutto, cambiato il perno ed eliminato, tra bestemmie e sigarette, il problema.

La linea di catena sembrava a posto, invece si è rivelata una catastrofe di scricchiolii, grattate e rumoracci secchi vari: costanti, alternati, ritmici, ricorrenti in 4/4 financo in tempi dispari. Insomma quel bel silenzio che caraterizza una fissa ha lasciato il posto ad una fanfara degna di una festa paesana. Nei giri di prova facevo più casino di una scuola di nacchere nel giorno dei saggi.

A nulla sono serviti spessori, spessorini, parole dolci, minacce, calci.

Sconsolato ho preso la via del council of doom in condizioni pietose, rimandando il lavoro al prossimo giorno utile, quando nell'ordine: 1) sono caduto da fermo proprio davanti la ciclofficina (avevo appena finito di dire "ma sì le fisse sono divertenti, basta prenderci la mano!") 2) in marcia ho spaccata la chiavella della pedivalla sinistra 3) giusto pochi secondi prima che la bici divenisse quasi inutilizzabile ha ceduto pure la filettatura del mozzo in prossimità della ghiera di fissaggio, che è saltata via (entrava filo filo..).

E così, morale a terra e ginocchio dolorane ho preso la via di casa.

Per non rimanere a piedi ho rimontato in un quarto d'ora la vecchia fissa, che ora se ne sta bella comoda e felice in corridoio in attesa di esser ricollocata in rastrelliera, forte anche di un paio di modifiche: ho cambiato la posizione del sellino e montato la forcella dell'altro telaio, cosa che ha sistemato i grossi problemi che aveva di avantreno (montava una vecchia forcella bacchetta storta, e il movimento stava cedendo). Ora pare definitivamente solida sotto ogni aspetto.

Per la nuova fissa tocca quindi rimandare, e sopratutto fare un piano preciso dei lavori da fare.

venerdì 24 ottobre 2008

L'ultima corsa di Gauge (per ora)


Ho smontato completamente Gauge. Adesso il telaio blu, con solo la guarnitura attacata, mi guarda triste triste dal terrazzo, dove è stato provvisoriamente appoggiato in attesa di nuovi ordini.

Devo ancora decidere se riporlo via oppure rimetterlo in strada, magari passandolo a qualche amico che vuole provare la fissa.

La scelta è stata obbligata: praticamente tutti i componenti sono stati montati sulla nuova creatura, che entro domani dovrebbe essere su strada nella sua veste provvisoria, in attesa di sostituire man mano i pezzi che servono.

Queste settimane la bella in blu mi accompaganato in giro per la città e periferia in largo e in lungo, svolgendo sempre il suo dovere, però ora è tempo di upgrade: il nuovo telaio mi piace tantissimo, è più leggero e ha una geometria diversa che non vedo l'ora di provare.

Ieri sera l'ultima uscita ufficiale: la mia prima critical mass insiema a Giorgio. Molto divertente: si sono macinati un po' di Km in un clima più che festoso. Esperienza assolutamente da ripetere.

Nonostante la mia Gauge in fondo non fosse nulla di che mi sono accorto che più di qualcuno ci buttava l'occhio con interesse: sarà stato quel suo maledetto fascino neo-retrò!

L'ultima corsa, quindi, per ora... Però una gran bella biciclettata che le ha reso gloria.

Domani si riparte da zero.

Chissà che nome le darò?

mercoledì 22 ottobre 2008

Verniciare - I° tempo

raccolgo l'invito di Jaonfran di Biciclettas Blues (http://biciclettasblues.blogspot.com/) e spero che questo post possa servire anche a Indianrope di Thriller Graziella (http://thrillergraziella.wordpress.com/) che sta raccogliendo materiale proprio su questo argomento: verniciare (o RI-verniciare) una bici.

Il mio contributo sarà limitato ad un caso ben specifico: il classico pirla (come me!) che è perfettamente consapevole di esser negato con pennelli e bombolette, ma, nonostante tutto

1) vuole spendere il meno possibile

2) vuole fare tutto da sé ad ogni costo

quindi vediamo le opzioni che si prospettano a suddetto pirla. innanzitutto: in che condizioni è il telaio? molto spesso, da quello che mi è capitato di vedere (in me e negli altri), la bici in realtà, da un punto di vista pragmatico, non necessita di una nuova livrea. questo perchè:

- la verniciatura originale in realtà non è messa poi così male (mio caso specifico era quasi perfetta);
- la vericiatura originale ha comunque un ottimo standard qualitativo in termini di resistenza, a differenza della stragrande maggiornaza dei nostri interventi caserecci;

però bisogna anche considerare che:

- la vernice originale può anche esser rovinata, o, seppur in buono stato globale, avere comunque dei punti di debolezza (e conseguente ruggine);
- spesso ci troviamo di fronte a colori originali e livree improponibili, ai limiti della denuncia per molestie e offesa al buon costume;
- ci stiamo costreuendo la nostra bici, con le nostre sacrosante zampette, a nostra immagine e somiglianza, e, AMMETTETELO, pure voi guardate quei 4 rottami rugginosi ammucchiati per terra immaginandoveli belli scintillanti, di un colore fiammante scelto direttamente dall'olimpo dei vostri preferiti ;)

quindi per un misto di orgoglio personale, voglia di imparare, paura della ruggine e desiderio di far colpo sulle girls ai semafori, i nostri plumi et implumi eroi giungono alla disperata conclusione di riveniciare.

naturalmente le opzioni più razionali e che offrono il miglior risultato sono anche quelle più costose, et le prime ad esser accantonate. quindi, tendenzialmente, si procederà ad una preparazione della base, seguita da una coloritura fatta in prima persona, a pennello o spray.

la preparazione della base dipende dal grado di conservazione della verniciatura originale: se in buone condizioni basterà una leggera carteggiata, giusto per opacizzare la superficie, mentre se la vernice è rovinata occorerà decidere se intervenire localmente (smussando i bordi della zona "saltata" livellandoli con il ferro sottostante e rimuovendo l'eventuale ossidazione/ruggine emersa) oppure radicalmente sverniciando tutto il telaio. metodo migliore, per chi come me non ha troppa disponibilità di attrezzi a casa e in ciclofficina ci va comunque un paio di ore alla settimana, è lo sverniciatore, seguito da una finitura della superficie a spazzola di ferro, spugnetta abrasiva e carta vetrata.

in entrambi i casi, comunque, il fine è quello di ottenere una superficie il più possibile liscia e uniforme, che al contempo non crei problemi di grip. dopo una pulizia sgrassante accurata, molti si dedicano a tre diversi strati: base, colore, trasparente. io per ora mi sono assestato su un solo prodotto, il colore, eliminando le altre due fasi. ma che colore scegliere???

io ho provato, sino ad ora, lo smalto e lo spray. vediamoli entrambi, con relativi pro e contro.

1) smalto: ho utilizzato smalto da esterni 2 in 1 con l'atiruggine. puntualizzo: smalto classico e non gel. la gamma di colori e di marche è mooooolto varia e i prezzi tutto sommato decisamente contenuti (con una decina di neuri ti fai la biga). ho scelto la marca semplicemente comparando le varie in termini di facilità di posa, controindicazioni, tempi di asciugatura etc. quindi tutto lavoro di etichetta. in realtà ero partito per comprare il saratoga gel (lo so, pubblicità occulta, ma questo prodotto mi incuriosisce tantissimo...), e son trovandolo ho ripiegato per un prodotto alternativo.

pro: prezzo, gamma di colori ampia, buona tenuta da asciutto

contro: lasci i segni del pennello con una facilità imbarazzante (sopratutto se il pennello non è proprio amico tuo...), tempi di asciugatura non troppo brevi, abbastanza tenero ai colpi, si gocciola alla grande in pennellata, resa terrificante con il trasparente (tralaltro se passi il traparente troppo presto rischi di rovinare lo strato passato a smalto...)

2) bomboletta: si tratta in questo caso di uno smalto spray, anch'esso con antiruggine e non bisognoso di una base

pro: gamma di colori stra-ampia (anche se non ci sono alcuni effetti particolari...), asciugatura velocisssima, ottima resa se steso correttamente

contro: mentre con il pennello ti metti in un angolino anche in casa a pitturare, con lo spray devi esser più accorto, sia in fase di verniciatura, che in fase di asciugatura. in più se lo si fa in casa è un suicidio. si gocciola molto facilmente, sopratutto se si tergiversa troppo o non si è costanti con il getto e il movimento. quindi bisogna aver mano ferma e fare movimenti veloci (ciò è un contro perchè bisogna averci un po' di mano per riuscire a fare un lavoro che comunque non sia solo "coprente" ma anche e sopratutto esteticamente valido): la tecnica non è di immediata percezione (anche se, caso mio personale, dopo un po' riuscivo a maneggiare la bomboletta discretamente, evitando goccie e sbavature, mentre col pennello proprio niente da fare...). grande contro che ho rilevato è la resa in seguito: appena preparato il telaio era una figata, poi il colore ha cominciato a dare segni di cedimento: tenerissimo ai colpi (e anche ai graffi), mentre nelle parti di usura è saltato via subito (vedi forcellini posteriori). mi sono altresì accorto che tende a sbiadirsi: per esempio la catena per legare la bici è tutt sporca di azzurro e le relative parti in attrito visibilmente scolorite.... MANNAGGIA!

comunque, nonostante tutti questi "contro" non credo che sia da condannare una bella riverniciata. bisogna però aver ben chiaro quale sarà il risultato se fatta in casa e se è la prima (o una delle prime volte) che si fa una cosa del genere. non si avrà qualcosa di perfetto, pari ad un nuovo da vetrina.

alcuni consigli:

- sbavature: ci saranno, ci saranno... santa pazienza: si aspetta che il colore asciughi, carteggiata per rimuoverle e ritocco(oppure se si deve ancora dare una mano di colore si procede)

- mani di colore: tante e leggere con lo spray. un paio a pieno con lo smalto, senza cincischiare troppo il colore: deve uniformarsi da sé. tutto sta nel dare una buona passata col pennello, il più uniforme possibile.

- trasparente: io mi sono trovato malissimo, tant'è che ho dovuto rimuoverlo tutto (tralaltro rovinando l'ultima mano di colore data che era venuta molto bene...). fondamentalmente bisogna andare non leggeri, LEGGERISSIMI, in più passate. se si esagera forma dei goccioloni terrificanti, sia a vedersi che a togliersi.

in questo momento sono indecisissimo sul da farsi: vorrei tenere il Ganna nudo e crudo, però sono anche conscio che è una superficie perfettamenbte liscia su cui potrei, per esempio, sperimentare il gel, magari lasciando alcune zone a ferro lucidato (forcellini, raccordi,etc,)...

boh, intanto attendo vostre esperienze vernicianti, commenti, sfoghi etc. ;)