martedì 10 novembre 2009

Diario di bordo

Purtroppo ultimamente sono rimasto un po' indietro: a causa della connessione poco user-friendly non riesco a seguire bene tutte le news su blogs e forum. In più una serie di impegni pressanti mi costringono a rinunciare ai ghiotti eventi di questo periodo :(

C'è un lato positivo però: ultimamente sono parecchio sulla strada, e da un certo punto di vista la cosa mi ha portato a rivalutare molte cose sulla bici a scatto fisso.

Innanzitutto è cambiato notevolmente il mio modo di pedalare. Nella grande città facevo meno spostamenti, bilanciati da un maggior numero di km su vie ad alto scorrimento, spesso molto trafficate.

Adesso, nella piccola cittadina, mi ritrovo ad essere in sella praticamente di continuo durante la giornata, quasi sempre su tratti brevi o addirittura brevissimi. A Udine, infatti, la bicletta è il mezzo ideale: il rapporto velocità/comodità di spostamento è ottimo visto che l'intera città si attraversa da un capo all'altro in 15 minuti.

Insomma, si tratta comunque di una dimensione tale che l'auto è uno spreco inutile su tutti i fronti, mentre a piedi e sui mezzi si è comunque decisamente più lenti.

Inoltre ho notato che la bicletta è comunque un mezzo abbastanza diffuso, e ciò implica molte cose interessanti; innanzitutto la città è ben attrezzata per acogliere questo genere di utenza della strada: parecchie piste ciclabili, e, in assenza di queste, marciapiedi larghi con la corsia dedicata alle due ruote; un servizio di bici a noleggio; ottima educazione stradale.

Quest'ultimo punto è quello su cui vorrei soffermarmi: se da un lato è vero che il traffico non è minimamente paragonabile alla metropoli, è anche vero che gli automobilisti mi paiono decisamente più attenti a ciò che accade sul manto stradale, lasciando molto spesso spazio di manovra alle biclette.

Inoltre le piste ciclabili sono realmente ciclabili: niente ostacoli, solo bici, e sopratutto ottima educazione. Credo che la cosa sia dovuta ad una ragione ben precisa: qui ci sono moltissimi extracomunitari, la maggior parte dei quali gira in bici (credo anche per una questione di costi). Quasi tutti hanno fatto o stanno facendo la patente italiana (basta entrare in una scuola guida per capire le proporzioni) e quindi sono freschissimi di norme sulla corretta circolazione. Il loro modo di utilizzare le piste ciclabili è abbastanza trainante, e ciò è confermato dalla testimonianza di alcuni miei familiari che hanno ammesso di essersi accorti di non guidare la bici correttamente in città proprio osservandoli circolare.

Ad ogni buon conto il mio utilizzo della fissa si sta sempre di più consolidando su due differenti tipi di uscite: l'utilizzo normale e quotidiano, completamente svincolato dalla velocità (andare in bici è anche godersi il ritmo cittadino e le sue sfumature) su un mezzo brakeless comodo, maneggevole e con standard decisamente più cittadini (posizione e sella adeguai, nonchè gomme larghe per poter pedalare senza problemi sul sanpietrino del centro storico) , mentre per andare veloci uscite dedicate ad ampio raggio fuori città.

Insomma, sto gradualmente perdendo la via ibrida, cercando sempre di più l'estremo (che sia comodità o semplice efficienza) dei due poli.

Tutto questo però sotto la luce di un rinnovato interesse verso il concetto di fissa, quasi un voler riscoprirne il senso che tanto mi aveva attratto all'inizio: ora come non mai mi sto godendo la pedalata brakeless e il mezzo spogliato da qualsiasi orpello.

Tutto si concentra sulla pedalata, che però non è più fine a sè stessa, ma di volta in volta trova un senso.

Mi capita ogni tanto di dover fare commissioni in vie diametralmente opposte; allora cerco, desidero con ansia il flow in ogni spostamento, mi piace salire in sella per vivere quei pochi minuti di pausa: zero frenate, lo skidd è una bestemmia da evitare per decoro, i semafori non si bucano, si rispettano le precedenze e la velocità non ha un numero ma una misura in valore assoluto; ogni tragitto è estremamente morbido, continuo e senza interruzioni, la pedalata è unica e forma una scia che disegna il percorso dentro la città. Sembra quasi una sorta di danza, di scherma rituale puramente rivolta all'estetica nello sfidare con signorile appeal gli altri mezzi.

Era da parecchio tempo che non mi godevo così la fissa, forse anche perchè ad un certo punto mi ero messo in testa che la mia era una lotta quotidiana per farmi largo nel caos, più velocemente e con più rabbia possibile.

Adesso invece ci gioco con la bici, cerco in ogni singolo km del bello. E quando scendo mi pare proprio di averne trovato in tutto ciò che mi circonda, perchè mi rendo conto di essere una cosa unica con la strada che percorro e con i luoghi che attraverso.

E quando mi fermo non la lego neanche.

6 commenti:

RoBbEn ha detto...

ascoltami bene ico, ma li a udine avete trovato nuove droghe?
mi sembra che sta roba l'abbia scritta gandhi puttana merda...
falle piu piccole cazzo..;D

joanfran ha detto...

bentornato

la vita tranquilla nelle piccole città..
sarà che sei li al nord ma a pisa, che non è una metropoli, gli automobilisti non sono molto disciplinati e le piste ciclabili in alcuni punti sembrano proprio un parcheggio.. poi non ho mai guidato a milano..

novità sulle bighe? foto? proggeti? qui qualcosa bolle..

e mi raccomando IN COG WE TRUST!

lord casco nero ha detto...

@rob

no no, per carità: le vecchie droghe vanno più che bene! :°D

in realtà sto trovando la mia strada verso l'illuminazione ciclistica, e il mio viaggio spirituale è proprio lungo una via di pavè lastricata di chakra e piste ciclabili adornate da fiori di loto...

in tutto ciò l'alcool mi è molto di aiuto per rimanere più a lungo possibile nel "mio mondo" parallelo :°°°D

@joan

quello che mi ha sorpreso è stata proprio l'educazione diffusa. logico che poi non è la svizzera scesa in terra: i pirla ci sono pure qui... però devo dire che in generale si circola molto bene ;)

purtroppo al momento non ci sono upgrade significativi sulle bighe: a causa dei lavori di rinnovo che sto facendo in casa ho pochissimo tempo libero da un lato e sopratutto il garage momentaneamente pieno di mobili ed affini dall'altro...

segnalo invece un re-grade per cause di forza maggiore... ma probabilmente ne parlerò con più calma in un post ;)

lafattaturchina ha detto...

invidia per il fatto che puoi lasciare la bici non legata!

Vincenzo Parma ha detto...

tromba di piu mio caro ICO... HAHAHAH
abracci !!!!!
Vic

Anonimo ha detto...

Salve Ico,
seguo da tempo immemorabile il tuo blog e sono felice che tu sia rientrato in patria,sono friulano anch'io.
Avrai letto qualcosa di mio su FixedForum,sono Lukyno85.
Sono felice che tu abbia abbandonato la rabbia della metropoli per lasciarti crogiolare dalla calma della cittadina(che a volte così calma non è!).
Ti scrivo per dirti che mi farebbe piacere una chiacchierata davanti ad un aperitivo o un giretto in bici,io pedalo sia una fissa sia un paio di MTB,ho l'imbarazzo della scelta!
Ti lascio la mail in caso di contatti:
fbbrlcu@yahoo.it

Luca