domenica 17 maggio 2009

Il Giro - report

Il Giro è stata proprio una bella idea. Un po' perchè ha anticipato la tappa del Giro d'Italia a Milano. Un po' perchè è stata una vera e propria garetta di bici, esattamente come annunciato. Si parla e si vogliono sempre alleycat, ma effettivamente le variazioni sul tema posso essere infinite.

Per me, personalmente, è stata una delle cose più simili in assoluto alle garette intorno all'isolato che si faceva da ragazzini. Stesso gioco, però rifatto da grandi.

14 team da 4 persone. Ogni team doveva rispettare alcuni standard per compensare la presenza all'interno di ruote fisse/libere freni/breakeless (cosa che ha generato una comicissima piazza affari in cui la gente andava in giro gridando "ho i freni", "ruota libera", e i gruppetti invece "ci serve un brakeless", "qualcuno con la fissa?").

Partenza e arrivo in batteria da piazza del Castello (4/5 squadre per turno di gara), ogni membro di ciascun team doveva completare un giro del Parco Sempione, togliersi la maglietta della squadra e passarla al compagno già pronto sulla linea di partenza.

Per completare i 4 giri una media di 25/26 minuti (1° tempo 23:49, 14° 29:46). Percorso molto veloce, con un mix niente male di soluzioni. Innanzitutto quasi tutto asfalto bello liscio, con solo due tratti di pavè, curve a gomito, curve ad alta velocità, 2-3 semafori realmente interessanti e sopratutto una linea di partenza/arrivo da brivido, con alle spalle un semaforo pronto a scaricare parecchio traffico bello incazzato.

E' qui che si sono visti i numeri più spettacolari: dalla caduta allo skid che attraversa l'intero incrocio, alla ragazza in motorino che probabilmente ancora sta pregando la Madonna per lo spavento (reazione anche motivata quando quasi ti piomba addosso dal nulla un matto mezzo nudo in bici, che urla come un Unno con la faccia sconvolta e paonazza :D).

Per il resto tutta una tirata scannagambe, da spararsi one shot senza risparmiarsi: il cronometro corre e ci si gioca tutto sui secondi. 5/6 minuti di gara effettiva in cui tirar fuori tutto.

E poi anche lavoro di squadra per agevolare il rientro del corridore precedente, cambio maglia e partenza del successivo.

Cosa mi è piaciuto? Beh, questo tipo di garetta a cronometro tira fuori molto l'essenza del correre puro e duro, della prestazione individuale e di squadra sul filo del tempo. Inoltre non esiste alcuna differenza sostanziale tra chi corre in casa e chi viene da fuori (molto bello il giro di ricognizione iniziale: una sorta di CM a preponderanza fissa). Quindi presupposti alquanto diversi da una alley media che si basa molto sull'orientamento e la strategia. Inoltre il tempo sui pedali si riduce a pochissimo, considerando la staffetta nel suo insieme come una prestazione unica.

Il mix fisse/libere nei team è stata una buona discriminante, così come i criteri per formare le squadre: entrambi aspetti che hanno aumentato l'alea e la curiosità sui risultati man mano che il cronometro correva (io ero tipo in agitazione e andavo a spaccare le balle ogni due minuti per controllare i risultati ;) ).

Cambiare ogni tanto non fa male: mantiene il divertimento alto e le gambe calde, sopratutto ad una settimana da una Alley, quindi arricchendo il calenario senza creare doppioni.

Un sogno per il futuro? Idea non mia, ma veramente fighetta: percorso fisso su bici tutte uguali :D

Foto:

flickr di Parkh
flickr di milanonordkapp
set di Gianluca, gara e foot down

2 commenti:

joanfran ha detto...

formula interessante quella della garetta: non penalizza troppo gli outoftown e premia il gioco e l'organizzazione di squadra. proprio fico, peccato non essere potuto venire..

lord casco nero ha detto...

mmmh, spero che vanga riprosto presto qualcosa del genere.

magari anche un po' diverso, giusto per provare altre formule.